“Pronti a votare per il Quirinale anche un nome proposto da destra o da sinistra”. Beppe Grillo torna in Parlamento dopo due settimane di terremoti tra espulsioni e deleghe di responsabilità e detta ancora una volta la linea. “Per l’elezione del prossimo presidente della Repubblica ripeteremo le quirinarie (le elezioni online sul blog ndr). Se poi si fa un nome, da destra o da sinistra, di una persona perbene e considerevole, non avremo nessun problema a votarla. Ma deve essere di fuori dal pantano, da questo pantano”. Il leader del Movimento 5 stelle al Senato per parlare della raccolta firme per il referendum sull’Euro apre per la prima volta ad un candidato anche proposto da altri partiti. Un’ipotesi fino ad ora scartata dai suoi parlamentari, Luigi Di Maio in primis. Il metodo è quello già usato per l’elezione dei giudici della consulta: anche in quel caso, dopo 21 fumate nere in Parlamento, il Pd si presentò ai 5 stelle con il nome di Silvana Sciarra, che venne poi approvato dagli iscritti al blog di Beppe Grillo. Una situazione che potrebbe ricrearsi dopo le dimissioni di Napolitano, mettendo in crisi l’eventuale accordo tra Renzi e Berlusconi. I voti M5s potrebbero essere determinanti per portare avanti un candidato che non piaccia necessariamente anche all’ex Cavaliere.

Video di Manolo Lanaro

Grillo parla di tutto, dalle polemiche sulle critiche del sindaco di Federico Pizzarotti (“No, non ci sarà la sua espulsione”) al rischio di elezioni anticipate. “Il voto? Non so cosa vuole fare Renzi. Ma noi siamo pronti. La democrazia è vuota: non va più a votare nessuno. Abbiamo fatto un errore anche noi: ci siamo impastati dentro. Il piano b è questo”. Attacca Renzi, ma soprattutto uno dei nuovi nemici politici: la Lega Nord di Matteo Salvini. “Il referendum sull’Euro?”, ha detto poco prima il leader del Carroccio, “E’ una presa in giro e perdita di tempo”. Gli risponde Grillo: “Questa felpa, questo maglioncino nella notte che dice cose sgradevoli su di me, io nemmeno lo conosco. Hanno rubato, hanno rubato anche loro, e sono stati 8 anni al governo. Maroni ha finanziato con 32 milioni di euro i campi nomadi. La Lega c’era dentro: loro non sono un piano B, sono stati messa lì per toglierci di mezzo”.

Beppe Grillo torna in Parlamento per presentare l’ultima campagna del Movimento 5 stelle: la raccolta firme per un’iniziativa di legge popolare che chieda un referendum consultivo sull’uscita dalla moneta unica. Sabato 13 sarà a Genova ai banchetti per l’inizio e la prossima settimana (il 16 dicembre) a Bruxelles per chiedere il sostegno delle forze europee. A seguire la conferenza stampa c’è anche Filippo Nogarin, sindaco di Livorno. Il primo cittadino, molto vicino all’espulso Massimo Artini e a Pizzarotti, nelle scorse ore ha ribadito la sua “fedeltà a Grillo” con un post pubblicato sul blog. Appuntamento in Parlamento, assicurano fonti M5s, già fissato prima di sapere dell’arrivo di Grillo, è venuto per parlare dei problemi di Livorno e del suo porto. E in serata ha partecipato anche all’assemblea dei deputati. Sulle polemiche sollevate dal sindaco di Parma, torna anche Grillo: “Obama, Putin, hanno correnti ostili interne. Noi più che correnti abbiamo spifferi, piccoli spifferi”.

Solo una settimana prima Gianroberto Casaleggio è sceso a Roma per parlare con i cinque deputati. Ora il comico cerca di spiegare il cambio di passo del Movimento: “In tv mi fanno vedere con i leader. Ma io non lo sono. Ora abbiamo votato questi 5 del direttorio, ma poi saranno 10, 30, 40. Come faccio a imprimere la mia linea politica a queste persone? Io vengo e ogni volta sono impressionato. Io ho proposto 5 persone che stimo e l’abbiamo messo ai voti: ma tra noi non sono emerse invidie. E’ l’inizio di qualcosa: delegare un po’ di responsabilità perché il Movimento è diventato una cosa gigantesca. Loro devono avere i rapporti con il territorio. Io non ho più la forza di andare in giro con un camper. E’ un esperimento di iperdemocrazia: non vedetela come una cosa che cade dall’alto”. Grillo parla poi delle espulsioni e delle difficoltà degli ultimi giorni: “Da noi si tratta semplicemente di rispettare qualche regola. Se sei a favore dell’inceneritore o della salute privata non puoi stare nel Movimento”.

Il comico torna poi a parlare delle elezioni Europee: “Elezioni? Non so che vuole fare Renzi ma noi vorremmo capire: si sente dire che le elezioni nel Lazio sono state truccate e chi vi dice che non sono state truccate anche le Europee? Io me lo ricordo quel momento lì. Il Pd diceva che era contento a prendere un punto in più di noi. Ci davano per vincenti: hanno scommesso sul calo della borsa se vincevamo. Io non faccio accuse ma c’è un punto: il passaggio dei dati elettorali dal cartaceo al digitale: a gestirli era società Soros”.

La campagna che ora deve scacciare i fantasmi M5s è quella per il referendum sull’Euro. La presentano i deputati Sorial e Castelli e i senatori Lezzi e Airola. “L’Euro è una moneta unica”, dice Sorial, “che si applica a una serie di stati che però hanno economie diverse. Tutto questo porta a malessere. Io sfido chiunque di voi a dire che i cittadini italiani stanno bene. Non è un dato che dichiariamo solo noi: un cittadino debole è più suscettibile a logiche di voto di scambio. Vedete allora come tutto è correlabile alle politiche economiche che non sono state fatte. Avere una nostra moneta permetterebbe di toglierci finalmente da queste logiche”.

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