I non musulmani sono stati separati dal resto dei passeggeri dell’autobus e poi uccisi. Per riconoscere i seguaci di Allah, i miliziani di al-Shabaab hanno chiesto di leggere versetti del Corano, colpendo chi non era in grado di farlo. È l’ultimo attacco dei jihadisti somali che non hanno perdonato al Kenya di avere inviato soldati in Somalia nel 2011 per sostenere il debole governo locale, appoggiato dall’Onu, contro gli insorti jihadisti. Secondo quanto hanno riferito due poliziotti, il bus aveva 60 passeggeri a bordo e alcune delle vittime erano dipendenti pubblici che si stavano recando a Nairobi per le vacanze di Natale. Il bus stava viaggiando verso Nairobi, quando è stato sequestrato a circa 50 chilometri dalla città di Mandera.

Il Kenya è stato colpito da una serie di attacchi attribuiti ai militanti provenienti dalla Somalia di al-Shabab, collegati ad al-Qaeda, da quando il Paese ha inviato soldati in Somalia nell’ottobre del 2011. Secondo le autorità da allora ci sono stati almeno 135 attacchi, incluso quello al Westgate Mall nel quale sono rimaste uccide 68 persone. Al-Shabab ha rivendicato la responsabilità per l’episodio, avvenuto nel settembre del 2013. Il gruppo terroristico ha reso noto anche di essere responsabile di altri attacchi avvenuti sempre nel 2013 sulla costa del Kenya, che avevano causato la morte di almeno 90 persone.

Intanto i soldati del governo somalo appoggiati dalle forze dell’Unione africana rivendicano progressi nel frenare le azioni al-Shabab. Recentemente hanno conquistato la città portuale di Barawe. Al-Shabaab ha anche ricevuto un duro colpo dopo la morte del suo leader Ahmed Abdi Godane, la mente dell’attentato allo shopping center di Nairobi, ucciso a settembre da un attacco aereo degli Stati Uniti. Godane è stato sostituito da Ahmed Omar, noto anche come Abu Ubeid.

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