L’attacco era stato condotto il 1 settembre, ma sull’esito del lancio di droni che gli Usa avevano sferrato contro il nucleo operativo degli jihadisti di al-Shabaab in Somalia, la Casa Bianca aveva dichiarato un secco “No comment”. Ora però, a quattro giorni di distanza, il Pentagono conferma che nel raid condotto a 240 chilometri a sud di Mogadiscio è morto Ahmed Abdi Godane, il leader degli jihjadisti al-Shabaab. L’annuncio da parte del portavoce del Pentagono, John Kirby, che ha sottolineato come la morte del numero uno del gruppo terroristico collegato ad al-Qaeda “è stata una grande perdita simbolica e operativa per i miliziani”. La conferma anche dal primo ministro della Somalia Abdiweli Sheikh Ahmed con un messaggio postato sulla sua pagina di Facebook. “Annunciamo al popolo somalo che Godane è morto”, ha detto il premier.

Dal 2012 gli al-Shabab, “i Giovani”, rappresentano il gruppo islamico più potente e attivo in Somalia, noto dal settembre 2013 per aver rivendicato l’attacco al shopping center di Nairobi, in Kenya, che ha provocato la morte di 68 persone. Una rete legata ad al Qaida che è nella lista nera degli Usa dal 2008. Godane, noto anche con il nome di battaglia di Mukhtar Abu Zubeyr, era stato riconosciuto proprio la mente e il leader degli al-Shabaab nel dicembre del 2007. Anche il suo predecessore, Moalim Aden Hashi Ayro, è rimasto ucciso nel 2008 in un raid aereo Usa. Nel 2009 Godane ha formalizzato l’alleanza con Osama Bin Laden e nel febbraio 2012 ha rilasciato un video nel quale ha “promesso di obbedire” al leader di al-Qaeda Ayman al-Zawahiri. Oltre all’attacco al centro commerciale di Nairobi, sotto la sua leadership il gruppo di jihadisti somali ha rivendicato numerosi attentati, compresi vari attacchi suicidi, a Mogadiscio e nel centro e nel nord della Somalia.