Dopo i blitz delle forze dell’ordine di quest’estate, la situazione di spaccio e degrado nel quartiere romano del Pigneto non accenna a migliorare. Così gli abitanti del rione incastonato fra le vie Casilina e Prenestina, corrono ai ripari e provano a dare una loro soluzione. “Abbiamo pensato di mettere in piedi dei Cannabis Social Club – spiega Marco De Gennaro, del Comitato Abitanti Pigneto – Cioè delle piccole associazioni dove l’erba che si vende è controllata, le persone sono registrate. Potrebbe essere un’esperienza pilota in un piccolo quartiere e che poi potrebbe diventare una cosa nazionale”. Il modello sono le associazioni senza fini di lucro che negli ultimi anni hanno avuto un notevole sviluppo, soprattutto a Barcellona, e che prevedono l’iscrizione dei soci e una coltivazione di una quantità limitata di cannabis, direttamente collegata alla domanda dei membri del club. Tutto secondo rigidi controlli e regolamenti. E se gli abitanti del quartiere si dividono tra favorevoli e contrari, le istituzioni sembrano lasciare la porta aperta all’iniziativa: “Il progetto va visto nel dettaglio, però è una cosa sulla quale, come amministrazione, siamo disponibili a ragionare in maniera approfondita”, fa sapere Giammarco Palmieri, presidente del V municipio  di Chiara Carbone

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