Da James Pallotta, presidente della Roma a Chicco Testa, imprenditore ed ex dirigente Enel. C’erano molti volti noti ieri alla cena da 1000 euro del Pd, al Salone delle tre fontane, zona Eur. Molti di loro erano degli ospiti del premier Matteo Renzi e non hanno pagato l’oneroso biglietto per finanziare il partito. Chi ha sborsato il salato ticket sono stati gli imprenditori chiamati a raccolta dai deputati e sanatori democratici. “Non era mica una gara, ne ho portati sette, non mi valuteranno per questo”, dice Ivan Scalfarotto. “Sono inevitabili queste cene senza il finanziamento pubblico, io ero contrario all’abolizione, ma se questi imprenditori si aspettano qualcosa sbagliano, noi faremo politiche per il Paese”, afferma Matteo Orfini, presidente del Pd. “La lista degli ospiti sarà pubblica, nei limiti della privacy” aggiunge commentando la reticenza di alcuni partecipanti a comunicare i loro nomi alla stampa. E sulla comunanza tra l’evento e le famose cene di Berlusconi, sostiene: “E’ dai tempi di Rutelli che facciamo cene elettorali, non sono una novità”. “Abbiamo raccolto un milione e 400 mila euro, raggiungeremo il pareggio di bilancio, non ci sarà nessuno taglio occupazionale nel partito” assicura Francesco Bonifazi, soddisfatto del risultato di entrambi gli eventi, quello milanese e romano. “Abbiamo portato circa 800 persone a serata, ci sarà una cena con i lavoratori? Certo”, chiosa il tesoriere del Pd  di Irene Buscemi

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