La creazione di un grande network online che, assegnando a tutti i partecipanti un ruolo di responsabilità ben preciso, possa arginare lo piaga dello spreco alimentare che affligge soprattutto le civiltà occidentali. È questo l’obiettivo di Fame Zero, progetto lanciato dalla Caritas Internazionale che, tramite una piattaforma web e un sistema di app ad essa collegate punta a recuperare una parte significativa del cibo che dai frigoriferi e dalle dispense di semplici cittadini e attività commerciali rischia di finire direttamente nella spazzatura, per donarlo a chi ne ha più bisogno. Uno strumento di condivisione di informazioni e successiva raccolta dal funzionamento molto semplice e che richiede ai vari utenti di registrarsi sul sito web dell’iniziativa o scaricare la relativa app disponibile sia per Android che per iOS.

Le persone che aderiscono al progetto potranno ricoprire tre ruoli diversi. Ci sono innanzitutto i donatori (che possono anche rimanere anonimi): si tratta di privati cittadini, attività commerciali, ristoranti ed eventi che decidono di mettere il loro cibo che finirebbe sprecato a disposizione della comunità; a tale scopo basterà loro pubblicare un annuncio riguardo a ciò che intendono donare. Ogni comunicazione sarà diretta all’”angelo” della relativa zona territoriale: gli angeli sono dei soggetti ai quali, dopo un’attenta selezione, sarà affidato il compito di recuperare il cibo presso le diverse realtà donanti. Risorse alimentari che verranno poi consegnate all’ultimo soggetto del sistema “Fame Zero”: i centri di raccolta, cioè associazioni e altre realtà di volontariato che, ognuna per la propria area di riferimento, si occuperanno di distribuire il cibo ai bisognosi della zona sfruttando la loro già approfondita conoscenza del territorio.

Perché la rete di “Fame Zero” possa realmente attecchire sono stati previsti anche dei sistemi di controllo che possano rassicurare tutti i partecipanti sull’effettiva utilità del loro impegno e sul concreto utilizzo finale che viene fatto del cibo messo a disposizione. Da una parte i donatori potranno infatti seguire l’intero percorso degli alimenti consegnati agli angeli per comprendere cosa ne viene effettivamente fatto. Ed inoltre l’operato degli angeli e dei centri di raccolta, cioè dei soggetti che hanno la responsabilità di trasformare la generosità collettiva in un pasto donato, sarà attentamente verificato tramite una vera e propria valutazione: se quest’ultima dovesse risultare fortemente negativa le realtà o i soggetti negligenti potranno essere esclusi dal progetto.

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