Cucina

Salone del gusto Torino 2014: preservare il patrimonio alimentare

Obiettivo di questa edizione conoscere e a proteggere gli alimenti “in pericolo”. Secondo la Fao, oggi solo 30 colture rappresentano il 90% del fabbisogno energetico di un individuo e più di metà è affidato a solo tre specie (riso, grano e mais). Il 90% delle sementi coltivate sono ibridi commerciali, mentre si attesta sul 75% la percentuale delle varietà agricole già andate perdute

di Giulia Cacopardo

Li stavamo aspettando e dopo due anni eccoli – Il Salone Internazionale del Gusto e Terra Madre – pronti per festeggiare il loro decimo anniversario. La cerimonia di apertura si terrà il 22 ottobre al Palasport Alpitour di Torino, in occasione della quale i 3000 delegati delle Comunità del cibo provenienti da tutto il mondo si incontreranno. Poi dal 23 al 27 Ottobre presso il Lingotto di Torino avrà luogo l’edizione 2014, incentrata sull’“Agricoltura familiare” e l’“Arca del Gusto”. L’Arca del Gusto, lanciata al Salone del 1996, è il catalogo on line che raccoglie il patrimonio mondiale di frutta, verdura, razze animali, formaggi, pani, dolci e salumi a rischio di estinzione. Siamo invitati a conoscere e a proteggere gli alimenti “in pericolo”, comprandoli e – naturalmente – mangiandoli. Il passaparola aiuta a diffonderli e aiuta chi li produce. Un’alimentazione diversificata è fondamentale per un apporto nutrizionale corretto e per la prevenzione delle malattie. Secondo la Fao, oggi solo 30 colture rappresentano il 90% del fabbisogno energetico di un individuo e più di metà è affidato a solo tre specie (riso, grano e mais). Il 90% delle sementi coltivate sono ibridi commerciali, mentre si attesta sul 75% la percentuale delle varietà agricole già andate perdute. Per fare un esempio, solo quattro delle oltre 5000 varietà di patate esistenti in passato sono oggi diffuse nel mondo.

Mentre tra Europa e Stati Uniti si intavolano accordi di libero scambio ed investimenti che sembrerebbero pendere a favore delle multinazionali e dei processi industriali su larga scala e a scapito dell’agricoltura familiare, della biodiversità, della salute delle persone e dell’ambiente, in Italia su più fronti si continua a combattere una battaglia sempre più dura per preservare il patrimonio alimentare “sano, buono e giusto”. Slow Food invita i suoi visitatori a portare al Salone una varietà di frutta o di verdura, un legume, un tipo di pane o un salume, un qualsiasi alimento che sia considerato a rischio sparizione per “imbarcarlo” nell’Arca del Gusto. L’Arca già contiene circa 2000 prodotti provenienti da 60 Paesi. Il numero delle candidature di alimenti da portare sull’Arca sembra essere destinato a salire vertiginosamente.

Come ogni anno saranno presentati i nuovi Presìdi Slow Food. Tra quelli internazionali, ci saranno il sidro basco, il miele di api ogiek della foresta di Mau in Kenya, il caffè di Ibo in Mozambico, la pasta di soia tradizionale di Jeju della costa sud-occidentale della Corea del Sud, il tè Don di origine coreana, il granchio nero di Providencia – piccola isola situata nel Mar dei Caraibi – e i frutti degli alberi di carrubo bianco della pianura argentina del Gran Chaco. Tra i tantissimi italiani: dalla Basilicata, il fagiolo rosso “scritto” del pantano di Pignola e la pera Signora della Valle del Sinni, la soppressata e la salsiccia del Vallo di Diano in Campania, il radicchio “Rosa di Gorizia” del Friuli Venezia Giulia; la Lenticchia di Rascino, il Fagiolone di Vallepietra, la Fagiolina di Arsoli, i broccoletti Chiacchietegli di Priverno e i biscotti Giglietti di Palestrina, originari del Lazio.

Il cuore del Salone del Gusto sarà il Mercato, con oltre 1000 espositori, produttori dei Presìdi e delle Comunità del cibo provenienti da più di 100 Paesi. All’interno dell’Oval troverete l’Arca del Gusto. Un percorso sensoriale consentirà ai visitatori non vedenti e ipovedenti di scoprire la biodiversità con l’olfatto, il tatto e l’udito. Tra le novità, due ore di lezione presso la Scuola di Cucina, durante le quali sarà possibile seguire la creazione di un piatto proprio come avviene nella cucina di un ristorante; la Fucina Pizza&Pane che coinvolge i maestri panettieri e pizzaioli dei corsi di Alto Apprendistato dell’Università degli Studi di Scienze Gastronomiche e l’area Mixology con i migliori bartender per scroprire l’arte di fare i cocktail. Numerosissime saranno le iniziative tra Appuntamenti a Tavola, Laboratori del Gusto, Incontri con l’Autore, a tal punto che consigliamo – a chi non l’ha ancora fatto – di fare un programma prima di partire. Sul tema “spreco zero”, noi vi segnaliamo un laboratorio pratico all’interno del nuovo spazio didattico del padiglione 5. Con la food blogger Lisa Casali, si potrà imparare a preparare quello che di solito si acquista al supermercato e a trasformare in piatti da portare in tavola ciò che di solito del cibo viene scartato. Infine una delle cene a tema Eat-in, organizzati dalla Condotta Unisg: tutti gli scarti “Dalla Testa alla Coda”, sabato 25 e domenica 26.

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