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Impianti sportivi: da Bologna a Milano usare quelli pubblici costa di più

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Prima Bologna con l’aumento del 15-20% delle tariffe di tutti gli impianti sportivi proposto dalla giunta al Consiglio comunale.  “I costi bassi portano a strutture fatiscenti” per l’assessore allo Sport Luca Rizzo Nervo. Ora anche Milano cambia i prezzi dei suoi impianti sportivi pubblici, adeguando le tariffe ferme da ben 12 anni a partire dal 6 ottobre. Un’offerta diversificata e flessibile che prevede sia rincari sia ingressi gratuiti. E non mancano le polemiche per una delle città più care d’Italia.

“Vogliamo difendere l’accesso pubblico allo sport, il diritto dei cittadini a trovare impianti comunali a prezzi più bassi dei privati e migliorare la qualità del servizio – afferma Chiara Bisconti, assessore allo Sport, Benessere e Qualità della Vita – Questo continuiamo a fare anche di fronte alla necessità di adeguare le tariffe ferme da 12 anni. Milano è la città italiana con più piscine pubbliche, ben diciannove. In tutti gli altri capoluoghi gli impianti sono convenzionati, affidati a gestioni ‘terze’. Se vogliamo difendere lo sport pubblico dobbiamo anche favorire i praticanti assidui: con questo modello chi più fa sport paga meno. E chi è più debole è tutelato”.

In primo luogo, l’amministrazione ha deciso la completa gratuità in tutti i 26 impianti sportivi (dalle piscine ai campi da calcetto o tennis e fino alle palestre) per i bambini fino ai 5 anni non compiuti e per le persone di età pari o superiore ai 65 anni con reddito Isee pari o inferiore a 6.500 euro lordi annui. Ma è pur vero che in alcuni casi i prezzi aumentano e quasi raddoppiano. L’ingresso alla piscina Solari passa dai 4 euro in settimana ai 7 euro, per gli amanti dell’atletica leggera il costo d’entrata passa da 1,80 euro (ridotta) e 2,60 (piena) a 2,50 e 4 euro, non cambia nulla per i tesserati alla federazione. Aumenti anche per il calcetto: se un’ora di campo a 5 continua a costare 40 euro, 55 euro il sabato e la domenica , il campo di calcio a sette passa da 40 a 60 euro al coperto nei giorni feriali (80 nei festivi) e da 20 a 40 euro nei campi scoperti (60 nei festivi). Un’ora di tennis in un campo coperto passa da 13,50 a 16 euro, con società sportive, scuole, associazioni che pagano la metà: 8 euro. La nuova offerta prevede anche degli abbonamenti con l’introduzione delle tessere trimestrali, semestrali, settimanali e i carnet da 11 ingressi e con le tariffe che diventano differenziate anche in base all’orario.

“Anche alla luce degli adeguamenti per chi non accede alle tariffe agevolate, gli ingressi restano inferiori del 30% rispetto all’offerta dei privati oggi presente sul mercato e comunque inferiore all’adeguamento Istat”, precisano da Palazzo Marino.

Intanto la giunta Pisapia ha dato parere favorevole al piano dei lavori di riqualificazione del centro sportivo XXV Aprile di via Cimabue 24, oltre 2 milioni di euro per la prima pista di atletica, 60 metri al coperto, della città. Previste anche nuove tribune e un nuovo impianto di illuminazione. Insomma lo sport fa bene ma costa. E io pago.  

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