“Come per Teresa Bene (eletta al Consiglio superiore della magistratura e poi dichiarata ineleggibile), anche Luciano Violante non ha i requisiti per l’elezione. Abbiamo verificato: s’impiccano su Violante invece di proporre nomi come Carla Carlassare o Stefano Rodotà che voteremmo subito. E’ vergognoso”. Così Danilo Toninelli (M5S), al termine della sedicesima fumata nera alla Camera per l’elezione di due giudici della Corte costituzionale. Il ticket dei nomi è stato in parte cambiato, confermando Violante e sostituendo Donato Bruno (attualmente indagato) con Ignazio Francesco Caramazza. Ma dal Pd sia Pippo Civati che il renziano Ernesto Carbone smentiscono Tonelli: “Non è vero che Violante non abbia i titoli, resta il candidato del Pd. I 5 Stelle si sbaglino e Violante – sottolinea Civati – non si ritirerà: non conviene nè a Renzi, nè agli altri”. Sul fronte di Forza Italia, Ignazio Abrignani sottolinea che “Violante dovrebbe fare una riflessione, visto che per così tante elezioni il suo nome non è passato”. “La Lega Nord – ammette inoltre il senatore Giancarlo Giorgetti con un sorriso – invece di votare Caramazza hanno votato ‘Caraminchia‘, noto indipendentista siciliano”  di Manolo Lanaro

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