Piazza Montecitorio, otto di sera. La quindicesima votazione in seduta comune per i due giudici della Consulta finisce in un’ennesima fumata nera. Tutto come previsto. Dai partiti arriva l’indicazione di porre nelle urne delle schede bianche. “Non bruciamo i candidati, non c’è l’accordo”, afferma il senatore Roberto Formigoni. Il patto del Nazareno scricchiola, Forza Italia è in crisi, forse ci si ribella alla linea Verdini, il risultato: mancano i voti sul ticket Violante-Bruno. “Questo patto doveva portare ad una fumata bianca e invece colleziona schede bianche”, ironizza Nunzia De Girolamo, deputata di Ncd. “E’ uno spettacolo indecente, il parlamento dovrebbe fare queste votazioni di notte e di giorno occuparsi dei cittadini italiani con l’Istat che certifica la recessione”, attacca Luigi Di Maio vicepresidente della Camera per il M5S che aggiunge: “Per un capriccio sul nome di Violante non si dà spazio ai candidati indipendenti e preparati, per spartirsi le poltrone si tiene il Parlamento bloccato“. “Non è un bello spettacolo, ma chiedete a Renzi e Verdini, noi seguiamo le indicazioni di partito”, afferma la berlusconiana Michaela Biancofiore. Roberto Giachetti: “Mancano i voti di Forza Italia, se non si trova un nome su cui tutti convergono, forse serve aprire all’ipotesi di trovare un candidato con il M5S” di Irene Buscemi

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