Novità in  casa Facebook: il team di Mark Zuckerberg sta sperimentando “Choose Expiration” la possibilità di scegliere la durata di un post sulla propria bacheca. L’autodistruzione di messaggi e pubblicazioni sulla propria pagina personale è già disponibile per gli utenti che hanno scelto applicazioni come Snapchat, apripista del servizio di messaggistica istantanea che consente di inviare foto ad amici solo per un certo numero di secondi e poi la visibilità viene annullata.

Snapchat conta attualmente 100 milioni di utenti mensili e nel novembre 2013 Facebook tentò l’acquisizione mettendo sul piatto oltre 3 miliardi di dollari. In seguito la società ha lanciato una sua app analoga, Slingshot, che tuttavia non ha ancora ottenuto la popolarità della rivale.

Si sa che le app seguono gli interessi di chi li usa, e l’azienda è attenta ai desideri degli iscritti nel più grande elenco telefonico online: la sperimentazione è per ora riservata a un ristretto numero di utenti che accedono a Facebook tramite l’applicazione per iOS, su iPhone e iPad. Da un menu a tendina si potrà scegliere per quanto tempo un post pubblicato rimane in bacheca, le opzioni vanno da un minimo di un’ora a un massimo di una settimana. Tutelare la propria privacy è una priorità crescente tra gli utenti che usano la rete. Su Facebook si può scegliere che le proprie informazioni siano riservate agli amici o che non siano visibili da chi cerca il nostro profilo, ma difendersi da potenziali hacker o mantenere riservati aspetti privati della propria vita sembra essere un’esigenza sempre più acclamata dai navigatori, soprattutto quelli che frequentano i social network. 

Qualcuno afferma che la mossa di Facebook sia un’operazione di facciata per contrastare il calo d’iscrizioni e per conformarsi al trend di Snapchat, Wind Up e Telegram solo per citare alcune app che prevedono l’autodistruzione dei messaggi. Negli ultimi anni il social di Zuckerberg ha visto crescere l’età media degli utenti già ribattezzati “maturi digitali” (cinque anni fa, gli over 55 non erano nemmeno il 3% oggi sono quasi un decimo del totale) e i “nativi digitali”, per contro, scoprono piattaforme più riservate. Ecco che l’operazione in via sperimentale “Choose Expiration” potrebbe essere l’alternativa made in Facebook per non restare indietro rispetto alla necessità di privacy e oblio richiesta dal web.

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