Dopo un giugno e un luglio di ripresa, ad agosto il mercato dell’auto italiano è rimasto sostanzialmente stabile (-0,2%) rispetto allo stesso mese del 2013: 53.191 immatricolazioni, 104 in meno dello scorso anno. Le associazioni del settore accusano gli annunci del ministro Lupi, che a fine luglio aveva anticipato la possibilità di introdurre nuove forme di incentivazioni all’acquisto, di creare false aspettative. “La pausa estiva”, ha commentato Massimo Nordio, presidente dell’Unrae, l’associazione delle case estere, “è iniziata proprio all’indomani delle dichiarazioni del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Maurizio Lupi, sulle possibili azioni a favore della mobilità individuale, tra le quali la possibilità delle famiglie di detrarre parte dei costi di acquisto, che però non hanno trovato spazio nel decreto Sblocca Italia”. Secondo l’Unrae, “senza provvedimenti, il mercato dell’auto nel 2014 resterà segnato da volumi modesti, insufficienti a reggere i bilanci della filiera distributiva”.

Dello stesso avviso l’associazione dei concessionari Federauto, che tramite le parole del presidente Filippo Pavan Bernacchi “invita i politici ad astenersi da anticipazioni mediatiche che poi non trovano riscontro nella realtà dei fatti. Degli incentivi per l’automotive, di qualunque tipo, nello Sblocca Italia non c’è traccia, e molto probabilmente non saranno varati neanche in futuro. Mancano da un lato le coperture, dall’altro la volontà politica. E questo a prescindere dal fatto che porterebbero un delta positivo a favore dello Stato e della società in termini economici, di sostegno all’occupazione, di qualità dell’aria e di sicurezza”.

Nei primi otto mesi dell’anno, le immatricolazioni di auto nuove in Italia sono cresciute del 3,5% rispetto allo stesso periodo del 2013, ma non crescono allo stesso ritmo le vendite ai privati, quelle che descrivono l’effettivo stato di salute del mercato e che sono sostanzialmente ferme (+0,1%). Ad agosto, da segnalare il balzo delle motorizzazioni ibride (+37,7%, 646 unità) e la crescita dei volumi del mercato dell’usato (+9,1% dei trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture, a quota 235.179).

Fra i costruttori, in forte calo Fiat-Chrysler, che pure restando di gran lunga il primo gruppo italiano e conservando il podio dei modelli più venduti nel mese (Panda, Punto, Ypsilon), perde il 6,64%. All’interno di FCA, crescite da capogiro per i marchi dai volumi minori (Ferrari +225%, Maserati +230,77%, Jeep +81,4%), ma il marchio Fiat, che da solo rappresenta il 75% delle vendite del gruppo, perde il 9,08%.

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