La Farnesina conferma che Marco Vallisa, l’ingegnere 53enne scomparso a Zuwara in Libia, è stato rapito. Il ministero degli Esteri italiano ha detto che non c’è stato alcun contatto con l’italiano rapito, ma che “tutti i canali sono stati attivati” per le ricerche. Vallisa è stato rapito insieme due colleghi dell’azienda italiana Piacentini Costruzioni, il bosniaco Petar Matic e il macedone Emilio Gafuri. L’uomo, padre di tre figli, è scomparso nell’ovest della Libia e risultava irreperibile da sabato mattina. Originario di Cadeo (Piacenza), Vallisa lavora nella città costiera di Zuwara in un cantiere dell’azienda. Al momento della scomparsa si trovava con i due colleghi; i tre sono stati visti l’ultima volta da un gruppo di dipendenti nella mattinata di sabato. Da allora si sono perse le loro tracce. La loro macchina di servizio è stata ritrovata di fronte a casa. 

“L’ultima volta che abbiamo sentito Marco è stato venerdì: aveva la stessa voce di sempre, non era preoccupato e non aveva timori, anche perché la zona in cui lavora è sempre stata tranquilla, lontana dalle tensioni, e non ha mai avuto problemi di sicurezza”. Lo ha detto al sito Piacenza24.eu Corrado Vallisa, fratello di Marco. Intanto i 28 militari italiani che si trovano in Libia, per addestrare le forze locali, sono stati portati “per misura precauzionale” nell’ambasciata italiana a Tripoli. Lo si apprende da fonti della Difesa. Metà di loro faranno rientro domani in Italia, si apprende dalla stessa fonte.  

Con il rapimento di Vallisa, sale a quattro il numero degli italiani sequestrati in un paese estero.Da oltre due anni non si hanno notizie del cooperante Giovanni Lo Porto: 38 anni, palermitano, fu sequestrato in Pakistan il 19 gennaio 2012, insieme a un collega tedesco, a Qasim Bela, nella provincia del Punjab, dove lavorava per la ong tedesca Welt HungerHilfe (Aiuto alla fame nel mondo) alla ricostruzione dell’area messa in ginocchio dalle inondazioni del 2011.

Nel luglio dello scorso anno è scomparso in Siria padre Paolo Dall’Oglio, 59 anni, gesuita romano che per trent’anni, e fino alla sua espulsione nell’estate 2012, ha vissuto e lavorato nel suo Paese d’adozione in nome del dialogo islamo-cristiano. Tempo addietro era stata diffusa l’ennesima notizia, non confermata, che padre dall’Oglio era stato ucciso dai miliziani qaedisti. Attivisti locali hanno poi smentito, affermando che ‘Abuna Paolò è prigioniero ma ancora vivo.

Il 22 marzo scorso si sono perse le tracce in Libia del tecnico Gianluca Salviato, 48 anni, originario della provincia di Venezia, impiegato da alcuni anni per la Ravanelli di Venzone (Udine), società che opera nel settore della costruzioni. L’uomo è stato rapito nella Cirenaica e c’è apprensione per la sua sorte in quanto soffre di diabete e ha bisogno dell’insulina.

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