È comparso mercoledì sera 2 luglio intorno alle 20, quasi 48 ore dopo i fatti, sul sito di ispirazione anarchica informa-azione.info, quello che potrebbe (ma il condizionale è d’obbligo) essere considerato una rivendicazione per l’attentato dinamitardo di martedì mattina alla sede di Casapound a Bologna. Intorno alle 4, un tubo pieno di polvere pirica era stato infilato nella saracinesca del circolo di estrema destra in via Malvolta. Una delle piste seguite fin da subito dagli inquirenti era stata proprio quella anarchica. “Apprendiamo dai media locali – si legge nel documento online – che, nella notte tra il 31 maggio e il 1 luglio (sic, ndr), due anonimi antifascisti hanno attaccato la sede bolognese di Casapound in via Malvolta. Dopo aver delimitato l’area con del nastro rosso e bianco, onde evitare che qualche passante potesse restare ferito, hanno piazzato un piccolo ordigno composto da un tubo metallico riempito di polvere pirica, inserito in una parte delle serranda, precedentemente forzata. Danni alla saracinesca e alle vetrine”.

Fin qui il comunicato non aggiunge niente alle cronache riportate su tutti i quotidiani in edicola e online già nella giornata di martedì. Non un dettaglio in più. Tuttavia alla fine compare un riferimento alla associazione dei partigiani di Bologna che, poco dopo l’attentato al circolo di estrema destra, aveva condannato l’ordigno: “A unirsi al coro di condanna del gesto, oltre a fascisti mimetizzati in diverse formazioni politiche, come spesso accade anche l’A.N.P.I.”. Nel comunicato invece nessun riferimento all’ordigno rudimentale ritrovato poche ore dopo non molto lontano, in via Giuseppe Dozza, questa volta davanti a una sezione del Partito democratico.

Finora i due fatti sono trattati dalla magistratura in maniera separata e si tende, nonostante la vicinanza di luoghi e orari, a escludere un legame. La presunta rivendicazione confermerebbe questa idea. Per l’attacco a Casapound, il pm Antonello Gustapane, che coordina le indagini, ha aperto un fascicolo, per ora contro ignoti, per i reati di detenzione di materiale esplosivo e danneggiamenti. Intanto a Bologna continua a salire la tensione alla vigilia di una manifestazione anarchica non autorizzata in programma nel quartiere della Bolognina oggi, giovedì pomeriggio. Nei giorni scorsi il sindaco Virginio Merola aveva chiesto perfino di vietarla se fosse stata solo fonte di vandalismi. Ma la manifestazione si terrà comunque.

A far salire la tensione tuttavia potrebbe essere un altro annuncio. All’alba poliziotti della Digos, su ordine della procura della Repubblica hanno effettuato alcune perquisizioni nelle abitazioni di diversi appartenenti all’area anarchica. I blitz hanno portato al rinvenimento solo di qualche bomboletta di vernice e alcuni petardi. Nell’indagine in questione, seguita sempre dal pm Gustapane, ci sono in tutto una ventina di indagati e i reati contestati (invasione di edifici, imbrattamenti, danneggiamenti, lesioni personali, violenza privata) sarebbero stati commessi dagli indagati proprio nel quartiere della Bolognina in occasione di diversi sgomberi di edifici occupati nelle scorse settimane in quella zona della città. Si tratta degli stessi episodi per i quali è stata indetta la manifestazione, dove si prevede la partecipazione di non più di 100 persone, che si troveranno davanti uno schieramento enorme di forze dell’ordine.

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