Europee 2014: Lista Tsipras, Spinelli vai avanti tu che a me vien da ridere
L’elemento centrale non è la rappresentatività del pensiero, il perseguimento di un obiettivo, ma l’equa divisione dei seggi tra Sel e Rifondazione Comunista, affinché il gene della diaspora congenito alla sinistra non venga immediatamente alla luce. Un militante di Sel – la cui lettera di accusa a Medea Spinelli di essersi mangiata il figlio Furfaro per un seggio è stata una delle micce che ha acceso la polemica virale- parla di dato biologico, alludendo alla paternità della Spinelli: l’unico dato biologico riscontrabile è invece quella forza centrifuga marchiata a fuoco nel dna della sinistra, che impedisce a qualunque progetto condiviso di finire anche solo il rodaggio. Ecco infatti che quel 4 per cento e un soffio si è sbriciolato come un pacchetto di cracker nella borsa.
Sorprende che quella Spinelli, la cui credibilità, la cui laicità politica, la cui immagine sono state usate per la pesca a traino di elettori, sia immediatamente diventata una vecchia saprofita che pur di appoggiare le chiappe sugli euro-scranni ha assassinato l’ideale. E ancor più sorprende l’argomentazione di questa teoria con l’idea che gli elettori le abbiano accordato settantacinquemila preferenze proprio per manifestare il loro entusiasmo all’idea che poi lei lasciasse il posto a qualcun altro. Viene piuttosto da chiedersi se tutti quelli che hanno preferito la Spinelli non fossero sedotti da una visione di Europa più lungimirante e sostanziale, che lasciasse a margine le grette dinamiche partitocratiche e che con le realtà politiche locali avesse poco a che fare.