Click. Ci sono foto che in un decimo di secondo racchiudono la Storia. Gli americani hanno i marines che issano la bandiera a Iwo Jima. Neil Armstrong che stampa la prima impronta d’uomo sulla luna. Noi adesso abbiamo la foto dei giovani democratici dopo la vittoria: tutti disposti come gli apostoli nel Cenacolo di Leonardo. E subito giornalisti e politologi si sono lanciati a esaltare l’immagine storica. Manca solo Gesù. Ma le foto, soprattutto quelle simbolo, restano. Così, guarda e riguarda, c’è chi ha notato che nell’immagine dell’astronauta si vede una bandiera strattonata dal vento che nello spazio non c’è. E così ecco i dubbi se gli americani siano davvero andati sulla luna.

Noi, più modestamente, ci chiediamo se i renziani abbiano davvero raggiunto il cielo della politica. A guardare bene il ritratto simbolo della rottamazione, un dubbio ti viene: sono scomparsi D’Alema, Bersani, Finocchiaro, insomma i simboli del “politico di professione” che alla nascita, prima della culla, ottenevano un seggio a Montecitorio. A guardarli nelle loro foto di gruppo, sempre più imbiancati, sembravano il ritratto di una classe di ripetenti. Da trent’anni. Al loro posto Debora Serracchiani, Maria Elena Boschi, Marianna Madia, Matteo Orfini, Roberta Pinotti e via sorridendo. Bene. Ma se appena approfondisci la loro storia personale, ecco i dubbi: molti di loro, come ha ricordato Marco Travaglio, appena un anno fa erano bersaniani o franceschiniani. Si sa, è del saggio mutar consiglio.

Il punto è anche un altro: ai vecchi professionisti della politica rischiamo di aver sostituito dei giovani professionisti della politica. Basta scorrere i curricula (non molto diversi da quelli di tanti ragazzi in gamba che nelle stesse ore affollavano la Fiera del lavoro di Roma): gente che ha cinquant’anni e da venti fa solo politica (Pi-notti), ragazzine sorridenti che hanno ricoperto poltrone che basterebbero a dieci persone (Serracchiani, sarà un caso che il suo nome da sposata sia Chiappa?). Eterni giovani, o eterni vecchi, che sono in politica da quando avevano i brufoli (Orfini). E lo stesso Matteo Renzi, il Gesù assente dalla foto perché impegnato a fare miracoli, non è esente dal discorso.

Ci aveva provato Grillo a portare in Parlamento una classe politica nuova. A porre il limite dei due mandati. Un meccanismo, però, insufficiente. Certo, sono arrivati i brillanti Alessandro Di Battista e Roberto Fico. Ma la scelta online premia spesso figure evidentemente inadeguate (e poco indipendenti dal leader). Così come la decisione di pescare solo tra gli iscritti al M5S finirà per creare quegli apparati autoreferenziali che si vorrebbero combattere. Forse conviene rassegnarsi: questa immagine, con i protagonisti sempre più ingrigiti, ci accompagnerà per tutta la vita.

Il Fatto Quotidiano, 2 giugno 2014

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Diplomazie e non: conta solo il capo. E i ministri degli Esteri scompaiono

next
Articolo Successivo

Forza Italia, Berlusconi-Fitto: chi sta con chi. Dal fedele Furlan alla “ribelle” Carfagna

next