C’è un legame tra le trivelle e il sisma che ha sconvolto l’Emilia nel 2012? A non escluderlo, ma nemmeno confermarlo era stato il rapporto della commissione scientifica Ichese, voluta dalla Regione Emilia Romagna. Ora a sconfessare quel lavoro, che ha creato non poche polemiche sul territorio, è il docente di Geofisica dell’Università di Bologna ed ex presidente Ingv, Enzo Boschi: “Non è accettabile dal punto di vista scientifico”, ha dichiarato a margine di un intervento alla presentazione del primo rapporto di Assomineraria sull’impatto ambientale del settore nazionale degli idrocarburi.

Il dubbio riguarderebbe soprattutto il campo di Cavone, nel Modenese: “Come avrebbe fatto a generare prima un terremoto lontano e poi uno più vicino?”, si chiede il professore. Secondo quanto riportato dalla Regione Emilia, la Commissione aveva escluso relazioni tra il sisma emiliano del 2012 e il sito estrattivo di Rivara e richiamato l’attenzione sul campo di Cavone, sottolineando la necessità di ulteriori studi per escludere o confermare l’ipotesi di un legame causale.

Anticipato dalla rivista Science tra le polemiche e poi reso pubblico da Vasco Errani, il rapporto della commissione Ichese ha scatenato numerose preoccupazioni sul territorio. Era stata proprio la rivista scientifica a pubblicare per prima le conclusioni dell’indagine condotta dal gruppo tecnico scientifico incaricato nel 2012 dalla Protezione civile di fare luce sulle possibili relazioni tra le attività di esplorazione per la ricerca di idrocarburi e le due scosse del 2012. Il rapporto è stato consegnato nel febbraio 2014 e la Regione ne ha dato notizia a metà aprile. Il testo ha spinto le istituzioni a chiedere ulteriori approfondimenti sul sito di Cavone, in provincia di Modena per capire se effettivamente i lavori nella zona possano aver influito sui fenomeni sismici. Nel frattempo la Regione Emilia Romagna ha sospeso nuove richieste di trivellazioni e di ricerca sul territorio.

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