Federico Aldrovandi, il Coisp e la crudeltà umana
Come il ferrarese Leonardo Fiorentini, che all’indomani di quella manifestazione espresse sul proprio blog il suo sdegno: “oggi abbiamo avuto la prova che la crudeltà umana può non avere limiti”. Fiorentini identificava “il punto più becero della vicenda” nel “veder sacrificato quel minimo di umanità che dovrebbe albergare in ognuno di noi (anche nei dirigenti di un sindacato di polizia) di fronte alla ricerca di notorietà e fama”. Quella frase finì tra i capi di imputazione per diffamazione aggravata. La relativa querela del Coisp si scontrò con la richiesta di archiviazione della pm Ombretta Volta della procura di Ferrara prima e poi, definitivamente, con l’archiviazione del gip Silvia Marini.
Questo perché, parole del pm, “affermare che l’azione del sindacato Coisp sia stata l’espressione di crudeltà umana e di mancanza di umanità poggia su un dato di fatto incontrovertibile, ossia che la manifestazione è avvenuta, se non proprio sotto la finestra dell’ufficio dove lavora la madre di Federico Aldrovandi, quantomeno davanti all’edificio in cui tale ufficio si trova”. Da parte sua il gip, “ritenuto che la notizia di reato sia infondata per le argomentazioni già esposte dal pm” mette una pietra tombale sulla denuncia: Fiorentini ha esercitato il suo diritto di critica.
Un ‘precedente’ che potrà tornare utili anche all’altro centinaio di persone querelato dal Coisp.
“Nessuno dei quattro poliziotti scriveva allora il Coisp e non ho motivo di credere che oggi abbia cambiato idea – ha mai neppure minimamente pensato di infierire su una persona inerme”. Lasciamo stare le 54 lesioni sul corpo de ragazzo, ognuna passibile, secondo il giudice di primo grado, di un procedimento a se stante. A ogni modo il foglietto proseguiva informando i cittadini che “questi quattro nostri colleghi sono stati condannati e da oltre 7 anni scontano la pena di essere dei poliziotti che una notte hanno incontrato un giovane “drogofilo” (per usare le parole emerse in giudizio), lasciato solo dai suoi amici dopo una serata “brava”, in preda ad una grave crisi di