La sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittimo dal punto di vista costituzionale il cosiddetto Porcellum, cioè la legge costituzionale in vigore da otto anni, ha creato problemi giuridici che nel nostro ordinamento giuridico non si erano mai visti.

Le più alte Istituzioni in carica – le cui nomine sono in parte legale a quello stesso Porcellum – si sono affrettate a sostenere che le leggi e le nomine fatte dal Parlamento negli ultimi otto anni sono perfettamente valide ed efficaci.

Personalmente non la penso così e credo di essere in buona compagnia. Tuttavia non ho dubbio che passerà la linea che “salverà” la situazione, anche perché altrimenti si creerebbe un tale caos istituzionale che si rischia di non venirne più fuori.

Ritengo però che, al di là dei ragionamenti prettamente giuridici, si possa quantomeno parlare di “incostituzionalità etica” dei provvedimenti normativi e delle nomine fatte da questo Parlamento illegittimo (almeno in parte della sua composizione). Buona prassi esigerebbe che coloro che sono stati nominati presidente del Senato, della Camera, della Repubblica, membri della Corte Costituzionale, di Authority, di organi di autogoverno delle magistrature ecc. ecc. si dimettessero volontariamente, per coerenza con il venire meno del presupposto che ne ha determinato la nomina: la legittimità dell’elezione di coloro che li hanno nominati!

Sara così? Resterà poi da vedere se i giudici (tale potere spetta ad ogni singolo organo giudicante) cominceranno a sollevare questioni sulla costituzionalità delle norme varate dal Parlamento composto illegittimamente.

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