Marco Travaglio col suo editoriale dimostra, attraverso una minuziosa rassegna dei fatti, che a far decadere Berlusconi è stato proprio Berlusconi. “Ai candidati di Forza Italia” – esordisce – “per le sue prime elezioni del ’94, Berlusconi faceva firmare una dichiarazione giurata: ‘Dichiaro di non avere: 1) carichi pendenti; 2) avvisi di garanzia; 3) misure di prevenzione e di procedimenti in corso’. Ora che ha rifondato Forza Italia per ritrovare lo spirito del ’94, s’è scordato quel dettaglio”. Il vicedirettore de “Il Fatto Quotidiano” osserva che. se il Cavaliere venisse condannato in via definitiva per il reato di prostituzione minorile, dovrebbe scontare almeno un anno di carcere, in virtù dell’inasprimento delle condanne per reati sessuali voluto proprio dal governo Berlusconi: “Praticamente l’utilizzatore finale di Ruby è anche l’utilizzatore finale della legge che ha fatto lui“. Idem per la legge Severino, voluta e votata dal Pdl, legge grazie alla quale non vennero candidati Papa, Cosentino e Scajola, indagati,né Brancher e Dell’Utri, condannati: “Ma loro non sapevano che la legge non era retroattiva, e chissà se chi di decadenza ferisce di decadenza perisce“. Travaglio cita le inchieste per grandi appalti, che, secondo Berlusconi, erano state avviate perché l’arricchimento personale è inaccettabile

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