“La stampa italiana è in una posizione di debolezza. In nessuna altra parte del mondo qualcuno strapperebbe il microfono a un giornalista, perchè tutti sanno che nei mezzi di informazioni c’è il potere dell’opinione pubblica“. E’ l’opinione espressa da Frank La Rue, Relatore speciale dell’Onu per la promozione della libertà di espressione, durante una conferenza stampa organizzata a Roma, sulla telefonata fra Nichi Vendola e il responsabile delle pubbliche relazioni dell’Ilva, Girolamo Archinà. “Ho appreso la notizia dai giornali, non ho avuto contatti diretti – chiarisce La Rue – con i protagonisti della vicenda, ma il fatto evidenzia che i media italiani hanno ancora difficoltà a investigare”. Il Relatore speciale dell’Onu, al termine di una visita ufficiale di una settimana nella Capitale, illustra le sue raccomandazioni preliminari al Parlamento italiano in materia di libertà di espressione. Un primo documento che andrà ad integrare il report completo che il Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu riceverà a giugno 2014. “La questione più importante è la deconcentrazione dei media – afferma La Rue – sono necessarie leggi antitrust per evitare monopoli“. L’attenzione del Relatore si focalizza sul ruolo dell’Agcom. “L’elezione dei membri di questo ente di controllo – sottolinea – deve essere più trasparente”. Il reato di diffamazione, punito in Italia ancora con la pena detentiva, occupa una parte importante della relazione. “Credo nella depenalizzazione e – conclude La Rue – esorto il Senato a rivedere l’importo del risarcimento civile, perchè una eccessiva sanzione economica può avere un effetto deterrente sui giornalisti”  di Annalisa Ausilio

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