Il mondo FQ

Che senso ha la messa d’inizio anno scolastico?

Icona dei commenti Commenti

All’inizio della lezione quando andavo a scuola io la maestra Teresa ci faceva recitare l’Ave Maria, il Padre Nostro e l’Eterno riposo. Erano gli anni ottanta. Trent’anni dopo non si prega più in classe ma  ci sono ancora parecchie scuole che organizzano feste d’inizio anno scolastico, al di fuori delle lezioni, includendo nel programma la messa parrocchiale.

Altri istituti arrivano persino a deliberare in consiglio d’istituto l’ufficialità della celebrazione facendo leva sull’articolo 6 del Dpr il DPR 416/74 (Istituzione e riordinamento di organi collegiali della scuola materna, elementare, secondaria e artistica) che attribuì al consiglio di circolo o di istituto il potere deliberante “sui criteri per la programmazione e l’attuazione delle attività parascolastiche, interscolastiche, extrascolastiche, con particolare riguardo ai corsi di recupero e di sostegno, alle libere attività complementari, alle visite guidate e ai viaggi d’istruzione e sulla partecipazione del circolo o dell’istituto ad attività culturali, sportive e ricreative di particolare interesse educativo”.

Resta una questione fondamentale sulla quale riflettere in un’Italia che è ancora un Paese prevalentemente cristiano cattolico, dove gli insegnanti di religione vengono nominati dalla Curia e i libri di religione hanno l’imprimatur della Chiesa. E’ giusto o meno dare la possibilità agli studenti di avviare l’anno scolastico con la santa messa? La celebrazione eucaristica, in uno Stato laico, in una scuola pubblica, deve avere un ruolo da protagonista?

Nel 1992 una circolare sulla “Partecipazione degli alunni ad attività di carattere religioso”del Ministero della Pubblica Istruzione, all’epoca retto dal democristiano Misasi tentò di fare chiarezza prevedendo  la possibilità di partecipare liberamente, in orario scolastico, a cerimonie religiose in seguito a delibere dei consigli di circolo e di istituto, motivandola con la citazione espressa del Dpr 416/74. Da quella circolare sono seguiti Dpr e decreti legislativi oltre a sentenze del Tar dell’Emilia e del Veneto sull’illegittimità delle delibere di Consigli di circolo che disponevano lo svolgimento di pratiche religiose in orario scolastico, ravvisando che la celebrazione di liturgie o di riti religiosi rappresenta un’attività del tutto estranea alla scuola e alle sue attività istituzionali. Ad oggi tuttavia non vi è chiarezza legislativa in merito.

Ma al di là della Lex vi è una questione di opportunità: in un’Italia multiculturale dove nelle classi vi sono musulmani, ebrei, induisti, buddisti, ha ancora senso proporre una santa messa? Forse, anche dal punto di vista pedagogico, avrebbe più senso una preghiera ecumenica e interreligiosa, alla presenza non solo del parroco del paese ma anche delle figure riconosciute dai bambini musulmani, ebrei o induisti. Mi resta sempre un cruccio: Fatima, Hamed, Ioanna, Igor a scuola non ci parlano quasi mai del loro modo di pregare, delle loro chiese, delle loro festività. Se la maggior parte della comunità scolastica desidera iniziare l’anno rivolgendosi a Dio, sarebbe bello pensare a una preghiera d’inizio anno scolastico dove Fatima legge una sura del Corano, Marco un passo biblico e Jalaia un passo della Sruti.

 

 

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione