Paola Taverna è il nuovo capogruppo del Movimento 5 Stelle a Palazzo Madama. La senatrice è passata con 20 voti a lei favorevoli contro i 13 a Barbara Lezzi. Nella votazione ci sono state però 13 schede bianche e una nulla. Romana, originaria del Quarticciolo, Taverna, riporta un curriculum online, vive da sola con la figlia di 10 anni. E’ diplomata perito aziendale e corrispondente in lingue estere. Prima di essere eletta al Senato della Repubblica ha lavorato per 13 anni in un poliambulatorio di analisi cliniche. Attivista del Meet Up e poi del Movimento già prima del Vday1-Parlamento Pulito nel 2007. Fa parte della XII Commissione Igiene e Sanità del Senato. E’ lei l’autrice dello ‘stornellò che ha fatto il giro del web contro i colleghi del movimento ‘aperturisti’. La senatrice è la terza capogruppo eletta dall’inizio della legislatura. Il primo era stato Vito Crimi, poi Nicola Morra e ora il turno di una senatrice donna.

Una nomina, quella di Taverna, in parte inattesa, visto che i 5 Stelle di Camera e Senato pensavano che lo stornello in romanesco anti-dissidenti, pubblicata sul blog di Grillo e rimbalzata sui social network, finisse per ostacolarne la corsa. Barbara Lezzi, in realtà, l’altra in corsa al ballottaggio, è considerata una ‘pasdaran‘, ma niente rispetto a Taverna, “più grillina di Grillo” a detta degli stessi militanti. I numeri emersi dall’assemblea dei senatori stellati -senza streaming ‘ma solo per problemi tecnici’, assicurano dallo staff- sembrano essere sintomo delle frizioni interne al Movimento.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Democrazia diretta, “Civici”: consultazione online per le riforme costituzionali

prev
Articolo Successivo

I dubbi di B: “Non è che abbiamo fatto una cazzata con queste dimissioni di massa?”

next