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Letta e ri-Letta: la solita storia politica d’Italia

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Letta e ri-Letta la storia della politica italiana dell’ultimo ventennio ha sempre lo stesso filo conduttore. I soliti personaggi che si divertono a far finta di fare politica per gli interessi del Paese ma che in realtà pensano costantemente e solamente al proprio tornaconto personale e alla loro impunità.

In questi ultimi anni abbiamo visto di tutto.

Referendum palesemente dimenticati e leggi evidentemente ad uso personale e privato.

Condannati e delinquenti in Parlamento e al Governo tranquillamente a decidere le sorti di una intera Nazione.

Persone a cui non affideresti nemmeno per un attimo l’educazione di tuo figlio.

Viviamo ormai dentro una sorta di grande incantesimo. L’informazione compiacente trasmette e diffonde sempre le solite notizie tarocche e falsate ad arte. Vent’anni a sentire e vedere gli stessi politicanti che a seconda dei casi vestono la maglia a loro più conveniente. Si divertono anche a prenderci in giro con nomi di leggi e/o provvedimenti che hanno solo lo scopo di rabbonire i cittadini. Ultimo simpatico esempio, il provvedimento preso dal Governo delle larghe intese chiamato: “del fare”.

In realtà potremmo chiamarlo del “fare finta”. Il tutto mentre le tasse ci divorano, il lavoro manca e la situazione generale dell’Italia non è delle migliori. Tanto tempo e tanti soldi pubblici buttati per campare e mantenere le solite poltrone e le solite manfrine. Un’Italia con grandi potenzialità ma con un cancro sempre più profondo e più famelico.

In questo ultimo periodo, con il Governo delle sacre intese, la politica italiana ha raggiunto e visualizzato ancora più sfacciatamente il suo falso ruolo pubblico. Un Governo che cerca di fare finta che il suo “lavoro” sia utile e necessario per il Paese. Sono già passati sei mesi dalle elezioni e nulla è cambiato in meglio. Un Partito Democratico non più riconoscibile e nel quale da tempo non ci riconosco più. E’ riuscito a fare e disfare qualsiasi cosa potesse essere buona per le sorti dell’Italia. Vive con la costante paura di poter prendere decisioni definitive ma utili per i cittadini.

Una classe dirigente nazionale che ha il terrore di perdere il proprio ruolo e il proprio potere decisionale. Mi ricordano sempre di più il titolo di una trasmissione di Renzo Arbore….Meno stiamo meglio Stiamo… Un congresso che tarda ad arrivare e che sembra sempre incerto. Il tutto perché non si ha il coraggio di cambiare rotta definitivamente e velocemente.

Mai un governo di finte intese potrà fare cose utili e importanti per il Paese. Non si è voluto fare una legge elettorale figuriamoci i provvedimenti seri e necessari che l’Italia aspetta da anni per ritornare un paese normale.

Il tutto con un Presidente della Repubblica che tiene in mano le redini dei due principale partiti. E se in questi giorni fossimo tutti in grado di sentire e ascoltare le varie conversazioni dei principali esponenti politici e istituzionali potremmo probabilmente sentire tanto affanno ed interesse per trovare un salvacondotto a Cetto Berlusconi.

Tante energie, tanti soldi pubblici e tanto tempo solo per una persona pregiudicata, e al quale delle sorti dell’Italia poco e nulla interessa. Se la politica Italiana non si libererà da queste catene e questi meccanismi il Paese arriverà sempre più allo stremo e alla crisi. E molti politicanti nazionali altro non cercano che il disinteresse e la lontananza dei cittadini della politica. Meno cittadini si preoccupano della politica e più loro stanno tranquilli.

Insomma un letta-maio dal quale bisogna cercare di uscirne a tutti i costi.    

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