Decine di ambasciate in Medio Oriente, Nord Africa e Asia centromeridionale chiuse a causa di minacce terroristiche ”credibili e gravi”. Così un alto ufficiale del Dipartimento di Stato, parlando in forma anonima ai media Usa ha spiegato le ragioni che hanno spinto l’amministrazione Obama a sospendere domenica le attività le sedi diplomatiche. Normalmente, infatti, in Israele e nei Paesi musulmani, dove la domenica è un normale giorno lavorativo, gli uffici sono aperti. Allerta fino al 31 agosto per i turisti statunitensi nei Paesi interessati dalla chiusura delle ambasciate. I funzionari, scrive Nbc News, sostengono che la minaccia sia legata ad al-Qaeda e che riguarderebbe le sedi oltremare, ma non quelle interne agli Usa. Si tratta di una misura, ha precisato la portavoce del dipartimento di Stato americano Marie Harf, che gli Stati Uniti hanno deciso a seguito di alcune “informazioni”, ma in via del tutto precauzionale, per “abbondanza di cautela”. 

Nella nota diffusa dal Dipartimento di Stato, si sottolinea che “i cittadini americani continuano a essere potenziali obiettivi di attacchi terroristici”. “Secondo recenti informazioni – prosegue il comunicato – al Qaeda e organizzazioni affiliate stanno programmando attentati, e potrebbero concentrare i loro sforzi nel periodo che va da oggi alla fine di agosto”. “I cittadini americani – chiede il ministero degli Esteri Usa – devono quindi assumere tutte le precauzioni e adottare le misure di sicurezza appropriate per proteggersi durante il viaggio”. Si chiede quindi a tutti di registrare il proprio piano di viaggio nel sito web del Dipartimento di Stato e iscriversi al programma Step, Smart Traveler Enrollment Program, in modo da ricevere tutte le informazioni e gli aggiornamenti sulla sicurezza e i dati delle ambasciate o i consolati più vicini.

Domenica sarà il 52esimo compleanno del presidente Obama, ma sarà anche il giorno in cui giurerà il nuovo presidente dell’Iran, Hassan Rowhani. I funzionari citati da Nbc News hanno però detto di non avere sentito nulla per potere affermare che la chiusura possa dipendere da uno di questi motivi. I rischi per la sicurezza coinvolgono una vastissima area che va dal Medio Oriente, al Nord Africa e l’Asia centro-meridionale. Le sedi chiuse sono quelle di Egitto, Iraq, Qatar, Bahrein, Kuwait, Afghanistan, Dacca in Bangladesh, Amman in Giordania, di Moscate in Oman, Riad in Arabia Saudita, Algeri in Algeria, Abu Dhabi negli Emirati, Sanaa in Yemen, Tripoli in Libia. La chiusura potrebbe protrarsi anche dopo domenica.

A fronte dell’allarme di Washington, l’Unione Europea però spiega di non essere “al corrente di alcuna minaccia terroristica” contro le sue delegazioni all’estero. “Siamo in contatto con i nostri colleghi americani e prenderemo le necessarie precauzioni”, ha precisato un portavoce della Commissione Ue durante il briefing con i giornalisti a Bruxelles.

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