Il 5 giugno 2013 ho scritto una recensione al nuovo libro di Daniela Ranieri, AristoDem – discorso sui nuovi radical chic (Ponte alle Grazie), e l’ho pubblicata su ilfattoquotidiano.it. Il 22 luglio 2013 Marina Jonna scrive una recensione al nuovo libro di Daniela Ranieri, AristoDem – discorso sui nuovi radical chic (Ponte alle Grazie), e la pubblica su panorama.it.

La mia recensione iniziava parlando dei vizi di questi nuovi radical chic, per esempio i soldi. Allora scrivevo “Prendiamo i soldi” usando un registro colloquiale per introdurre il tema dei soldi. La recensione di Marina Jonna inizia parlando dei vizi di questi nuovi radical chic, per esempio i soldi (anzi lei dice “il denaro”). Allora scrive: “Prendiamo i vizi” usando un registro colloquiale per introdurre il tema dei vizi, cioè dei soldi, cioè del denaro.

A proposito dei soldi, o del denaro, nella mia recensione scrivevo: “Pur essendo ricchi (molti) di loro, ostentano [gli aristodem] un disprezzo formale per il denaro. Spendono a più non posso per cibo, vini, viaggi, abbigliamento, oggetti per la casa”. A proposito dei soldi, o del denaro, Marina Jonna nella sua recensione scrive: “Loro [gli Aristodem], in genere, ne hanno molto (a dispetto di noi comuni mortali). Ma lo disprezzano. Ne spendono tantissimo tra cibi eco, vestiti fatti su misura o arredi per la casa trovati nei mercatini”.

A un certo punto, al quinto paragrafo della mia recensione, facevo una riflessione politica su questa nuova classe sociale, e scrivevo: “C’è poca politica e molto life style. Il perché è presto detto: la frivola ideologia di questa borghesia pseudo-intellettuale, che un tempo faceva riferimento al radicalismo di sinistra, oggi sembra aver abbandonato le posizioni in favore di certi mondialismi d’accatto, esotismi new age, ecologismi massimalisti e via discorrendo”. A un certo punto, al sesto paragrafo della sua recensione, Marina Jonna fa una riflessione politica su questa nuova classe sociale, e scrive: “C’è poca politica e molto life style: la frivola ideologia di questa borghesia pseudo-intellettuale, che un tempo faceva riferimento al radicalismo di sinistra, oggi sembra aver dimenticato le origini in favore di esotismi new age, ecologismi massimalisti e diete vegane”.

La mia recensione si chiudeva traendo un giudizio sul libro: “È un libro da leggere, questo” spiegando il perché, secondo me, è un libro da leggere. La recensione di Marina Jonna si chiude traendo un giudizio sul libro: “Cosa aggiungere d’altro? Un libro da leggere” spiegando il perché, secondo lei, è un libro da leggere.

Cara Marina, noi non ci conosciamo, ma se mi leggi volevo dirti che la convergenza dei nostri punti di vista sul libro di Daniela Ranieri la trovo a dir poco entusiasmante.

Recensione Marina JonnaIngrandisci lo screenshot

Marina Jonna, l’autrice della recensione su panorama.it, a seguito della pubblicazione di questo post si è messa in contatto con me e si è scusata profondamente, riconoscendo di aver commesso un errore grave. Naturalmente ho accettato le sue scuse. Per quanto mi riguarda, la faccenda si chiude qui.

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