Dodicimila cittadini milanesi avevano firmato un anno fa per chiedere, tra le altre cose, il registro comunale del testamento biologico. Ieri il Consiglio comunale ha approvato la proposta. La delibera non obbliga il Comune alla conservazione materiale dei testamenti biologici, come avevano chiesto i Comitati promotori “Io scelgo” e “Milano RadicalMente Nuova”, ma consente ai cittadini che vogliono lasciare delle direttive anticipate di trattamento -cioè delle disposizioni per quando non saranno più in grado di intendere e di volere-  di attestare in Comune il luogo dove le conservano. Questa soluzione (condizionata dai rilievi della Segreteria generale in merito alla privacy) se da una parte è meno impegnativa per il Comune, dall’altra consente ai cittadini di esprimersi liberamente, anche sull’interruzione della nutrizione e idratazione artificiale e sull’eutanasia, che può già essere ottenuta all’estero. Da Milano parte dunque un messaggio importante per il Parlamento nazionale, dal quale chiediamo una buona legge sul fine-vita. Per questo, come Radicali, proseguiamo la raccolta firme proprio per la legalizzazione dell’eutanasia, che a Milano ha già raccolto il consenso di oltre un terzo dei consiglieri comunali.

Dopo il risultato del registro delle coppie di fatto e la delibera anti-discriminazioni, sulle quali pure avevamo raccolte le 5.000 firme minime necessarie per portarle all’attenzione del Consiglio, il registro del testamento biologico è un nuovo passo avanti per una città più laica e aperta, in vista di Expo 2015. A seguito dei referendum ambientali del 2011 e di questa raffica di iniziative popolari laiche, è anche importante sottolineare il ruolo che l’iniziativa popolare ha ormai assunto nella vita della città grazie all’azione radicale, contribuendo a superare riserve e timori che sono più della classe politica che non dei cittadini. Peccato che i garanti del Comune abbiano bloccato le altre proposte che avevamo depositato insieme a migliaia di milanesi sulla regolamentazione della prostituzione e sulle stanze salvavita da iniezione. Torneremo alla carica in consiglio comunale.

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