Ufficialmente sarebbero stati impegni improvvisi legati a motivi familiari, ma la scelta di Gianroberto Casaleggio di non presenziare all’incontro “Come far ripartire l’Italia” ha lasciato con l’amaro in bocca gli imprenditori giunti oggi a Cison di Valmarino su iniziativa di Confapri.

Primo fra tutti l’organizzatore, Massimo Colomban, il quale non sa darsi spiegazioni se non quella legata al possibile effetto di un’intervista pubblicata oggi dal quotidiano “L’Unità” in cui – ma secondo lo stesso Colomban le sue parole sarebbero state fraintese – Casaleggio sarebbe stato indicato come rappresentante di un movimento che ha deluso le aspettative della classe imprenditoriale.

Forse temeva che lo avremmo processato – ha detto Colomban, subito dopo aver appreso la notizia del forfait dell’ideologo di M5S – anche se è ovvio che, come oggi stiamo facendo con tutti gli esponenti politici, stiamo chiedendo loro di rendere conto del loro operato in relazione alle istanze delle imprese”. “Fino ad oggi Casaleggio non mi ha mai dato buca – ha aggiunto ancora l’organizzatore, da sempre vicino al M5S – e ora nemmeno mi risponde al telefono, per cui non riesco a fornire una spiegazione precisa del suo comportamento”.

In giornata Gianroberto Casaleggio ha riempito le cronache dei giornali anche per un’altra notizia: dopo l’estate infatti, l’imprenditore “perderà il maggiore cliente che ha in tasca dopo Beppe Grillo: il potentissimo gruppo editoriale Mauri Spagnol“: lo riferisce in esclusiva il sito di ‘Vanity Fair’, secondo il quale Casaleggio “non gestirà più la comunicazione online delle case editrici controllate dal gruppo (Longanesi, Garzanti, Guanda, Corbaccio e Chiarelettere) e soprattutto dirà addio aCadoinpiedi.it e ai suoi 150 mila visitatori unici al giorno”.

“Erede del blog Voglioscendere.it di Marco Travaglio, Pino Corrias e Peter Gomez, il portale – si legge sul sito del settimanale – era stato sviluppato dalla Casaleggio Associati nel marzo 2011 per conto di Chiarelettere, casa che pubblica i libri scritti dagli stessi Casaleggio e Beppe Grillo. Già in passato i legami tra il co-fondatore del Movimento 5 Stelle e Chiarelettere erano stati al centro di numerosi dibattiti in rete, vista anche la partecipazione azionaria della seconda nel Fatto Quotidiano di Antonio Padellaro e Marco Travaglio. Adesso la rottura, frutto anzitutto di un’evoluzione digitale della casa editrice. La creazione di un’area web interna ha reso superfluo infatti l’affidamento della gestione online a una ditta terza”. Secondo ‘Vanity’, “nel mirino dei dirigenti Mauri Spagnol sono finite anche la gestione dei social network, ritenuta approssimativa, e la bontà dei pur numerosissimi accessi registrati dal portale Cadoinpiedi.it”. Infine, “l’avventura politica di Gianroberto. L’impresa non costituisce la ragione principale della fine della collaborazione, ma non ha certo fatto piacere – si legge – a un gruppo editoriale che vuole pubblicare autori di tutti gli orientamenti politici”.

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