E’ morto Teodoro Buontempo, presidente de La Destra, già deputato di Msi e An. Ad annunciarlo l’organo del partito ‘Il giornale d’Italia.  “Ciao Teo, grazie di tutto” è il titolo del quotidiano online del partito, che ricorda di Buontempo) i “cinquant’anni di politica alle spalle, sempre a destra, di quella destra sociale e popolare, vicina alla gente. Un uomo del popolo, perché come tale è sempre vissuto”. Il lungo editoriale ne piange la scomparsa, ripercorrendone le tappe salienti di una biografia movimentata, dopo che le condizioni del presidente de La Destra erano peggiorate.

“Un politico di razza, sempre a destra, che non mollò mai”, lo definisce il quotidiano di partito. Teodoro Buontempo è nato a Carunchio, in provincia di Chieti il 21 gennaio 1946. Ha cominciato l’attività politica sin da giovane ad Ortona a mare, sempre in Abruzzo, dove ha diretto le organizzazioni giovanili dell’Msi. A 22 anni si trasferisce a Roma dove partecipa alle lotte studentesche. Dirigente della Giovane Italia, nel 1970 diventa il primo segretario del Fronte della Gioventù di Roma. E’ stato deputato in cinque legislature, sempre nelle file di An e poi della Destra, nonché per 16 anni consigliere comunale di Roma dal 1981 al 1997. Dal dicembre 1993 al settembre 1994 ha ricoperto anche l’incarico di presidente del consiglio comunale.

Nonostante la vicinanza a Gianfranco Fini, di cui in passato fu braccio destro, il 26 luglio 2007 annuncia la sua uscita da Alleanza Nazionale e partecipa alla fondazione de La Destra di cui è presidente. Nel 2008 è stato candidato alla presidenza della provincia di Roma, di cui però poi divenne solo consigliere. Dal 2010, invece, è stato assessore alle politiche per la casa durante la giunta Polverini alla Regione Lazio.

Protagonista di molte battaglie politiche viene ricordato per un celebre episodio. Quando, cioè, nell’estate del 1994 durante la giunta Rutelli, tenne un discorso di 28 ore filate in consiglio comunale durante una seduta sull’assestamento al bilancio. “Er pecora”, come era soprannominato, parlò ininterrottamente dalle 10 del venerdì alle 14:30 del giorno successivo, intervenendo su ogni singolo emendamento: quel giorno ne erano in programma 335. “Per la voce mangio acciughe”, informava i cronisti stupiti della sua maratona oratoria. O quell’altra, nel 1993, in cui si rifiutò di lasciare l’Aula in seguito all’ennesima espulsione. Uscito dall’emiciclo si ancorò all’orologio a pendolo nel settore della stampa. Nel 1991, quando era segretario provinciale dell’Msi-Dn, aiutato da altri missini staccò nottetempo la targa stradale di Palmiro Togliatti a Cinecittà, sostituendola con una con su scritto “viale vittime del comunismo”.

Da deputato, nel 1995 conquistò il maggior numero di giorni di sospensione dall’attività parlamentare, quindici, per aver occupato l’emiciclo. Nel 2008, insieme a Daniela Santanchè, si fece chiudere dentro per protestare con Prodi dopo le dimissioni di Mastella da ministro della Giustizia.

Condoglianze bipartisan per Er Pecora. Da Francesco Storace che su Facebook esprime “un dolore enorme per ogni uomo di destra e soprattutto per i militanti de La Destra”, al Partito democratico del Lazio che, per bocca  del segretario Enrico Gasbarra dice: “Esprimo il sincero cordoglio per la scomparsa di un combattente della politica, come è stato Teodoro Buontempo sempre coerente con i suoi valori di militante di destra che con passione e coraggio ha sempre portato avanti”

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