Chissà se oggi, dopo il grottesco teatrino delle elezioni del nuovo/vecchio Presidente della Repubblica (verrebbe da dire con Flaiano che la situazione politica in Italia è grave ma non è seria) e la debacle della strategia bersaniana Gianna Nannini regalerebbe ancora il suo Inno al Pd.

Un Inno alla vita e alla rinascita dalle macerie, secondo le parole della cantante, che martedì 23 aprile sarà sul palco del 105 Stadium di Rimini col suo Inno Tour 2013, tour italiano ed europeo che proseguirà fino a luglio inoltrato. Un album del quale la cantante toscana è particolarmente fiera, “il migliore della mia carriera”, nel quale ha riversato in musica e parole un universo emotivo che alla consueta esplosività e sfacciato anticonformismo ha aggiunto, non bastasse, la straordinarietà di una gravidanza a 54 anni suonati. In barba alle critiche di chi vede nelle mamme-nonne un’abnormità.

Tanto lei se n’è sempre infischiata, impermeabile al giudizio altrui e refrattaria alle buone maniere e agli inchini alla morale dominante. Dopo 35 anni sui palcoscenici (aveva solo 19 anni quando se ne andò di casa per andare a vivere a Milano e coltivare il suo sogno di rocker) ed una carriera costellata di successi ci si possono togliere senza dubbio molti sfizi. Come quello di lasciare da parte chiodo e jeans per vestire Armani sulla copertina dell’ultimo album, o di ironizzare sulla beneficenza in Sex Drugs and Beneficenza, una delle 13 tracce dell’ultimo album Inno per l’appunto.

Un album nato dalla collaborazione con il cantante Pacifico e altri ospiti, dalla scrittrice Isabella Santacroce che con la cantante ha un sodalizio artistico di lunga data a Tiziano Ferro che firma il brano Nostrastoria. Virata decisamente più pop che rock di una cantante che ha sempre fatto della trasgressione il proprio punto di forza, assieme alla voce graffiata e capace di straordinarie modulazioni. Forse non ha più bisogno, Gianna nazionale, di parlare attraverso la musica, a dispetto dell’entusiasmo col quale parla di questo diciottesimo album della sua carriera: la sua vita è rock a sufficienza per riempire le falle di un percorso artistico un po’ in calare, o fermo sui binari di una certa ripetitività. Non che questo la penalizzi in termini di pubblico, anzi: la data all’Arena di Verona, prevista per il prossimo 3 maggio, è stata raddoppiata per far fronte alle numerosissime richieste di biglietti, che oltre ad essere i pass di accesso al concerto serviranno anche ai fan di Gianna per scaricare gratuitamente un brano inedito, Baciami qui, composto appositamente per il tour.

Pare anche che ci sia lo zampino della precocissima figlia in uno dei brani dell’album: d’altra parte intervistata da Fabio Fazio a pochi giorni dal parto aveva già dichiarato che i vagiti della figlia erano decisamente più simili ad una melodia che ai fisiologici pianti per poppate e pupù. Non ci resta che vedere se la piccola Penelope diventerà la Maria Lourdes Ciccone de noartri. Per il suo e nostro bene ci auguriamo di no.

Per tutte le informazioni su orari e biglietti si rimanda al sito www.stadiumrimini.net

Community - Condividi gli articoli ed ottieni crediti

C'era una volta la Sinistra

di Antonio Padellaro e Silvia Truzzi 12€ Acquista
Articolo Precedente

Uochi Toki e il tour Macchina da guerra: “Anche i figli possono educare i genitori”

next
Articolo Successivo

Nobraino, il mini tour di primavera: “Facciamo spettacolo. I concerti di sola musica annoiano”

next