A Montecitorio inizia la registrazione dei nuovi deputati ed è subito caccia al “deputato grillino” da parte di fotografi e tv. Nella sala del Mappamondo dove si sta effettuando la registrazione la Camera dei deputati ha disposto regole diverse per i giornalisti della carta stampata e per le telecamere tenute a debita distanza. Pochi, pochissimi i deputati grillini che entrando o uscendo da Montecitorio si fermano a parlare con la stampa. I deputati del M5s si presentano con la giacca, come da regolamento: “Avete visto, l’abbiamo messa” scherzano, mentre sulla presentazione dell’Iban, che serve per il versamento di stipendio ed indennità, le risposte sono vaghe, “Valuteremo se farlo” dice Adriano Zaccagnini. Il primo neodeputato entrato per effettuare la registrazione è Claudio Fava di Sinistra Ecologia e Libertà. Marco Miccoli del Partito Democratico spiega le operazioni di registrazioni: “Le impronte digitali sono obbligatorie per eliminare la questione dei pianisti”.  Il Senatore del Movimento 5 Stelle scherza col Fatto Quotidiano: “Il Senato? lo sto ancora cercando con google, anzi se mi aiutate”  di Manolo Lanaro

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Capigruppo M5s, niet all’alleanza coi democratici: “Mai parlato di Referendum”

prev
Articolo Successivo

M5S: “Se non ci danno il governo chiediamo presidenza Copasir e Vigilanza Rai”

next