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Il prezzo delle tangenti

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Venendo a tutto ciò che sta succedendo nei più grandi gruppi a partecipazione statale che governano l’industria in questo Paese un po’ come è successo nel 1992 – 1993, non si dovrebbero chiamare né mazzette, né tangenti, le cifre da capogiro messe sotto inchiesta dalla Magistratura, ma semplicemente commissioni da pagare ad agenti intermediari.

Quando però si chiamano Commissioni come in ogni Paese civile si dice vi siano, non possono volare altissime affinché ci si possa ricaricare sopra anche il proprio tornaconto personale, o creare nero a sfare per le successive tangenti o mazzette perché questo è furto di denaro pubblico.

E’ già successo negli inizi anni 90, i famosi diritti di agenzia sono volati giusto al 17 % su commesse prestigiose, con ritorni personali così spaventosi, probabilmente a livello istituzionale, che alla fine hanno dovuto sedare tutto sotto più di 1000 chili di tritolo per salvarsi dalla galera.

E’ più di un sospetto che mettendo tutto nelle mani di “cosa nostra” che non poteva non essere della partita, l’organizzazione criminale abbia alzato talmente il tiro fino ad uccidere persone innocenti, visto che uccidere i Magistrati non pagava più.

Oggi forse non succederebbe più, perché nel momento in cui il tritolo farebbe tanto comodo e Matteo Messina Denaro è ancora libero, il vuoto politico di copertura è totale e chi oserebbe più convocare un tavolo presieduto dalla mafia?

Ma noi siamo stati scottati, molto scottati, siamo stati messi nelle mani della mafia, abbiamo perso i figli sacrificati molto probabilmente fra le pieghe delle tangenti e delle mazzette, quindi meglio non fidarsi dell’acqua calda che in queste ora sta bollendo.

Senza contare che la legge 185 del 1990, poi rivista  e ricorretta, pur sempre riporta che non si possono vendere le armi a Paesi che non hanno una democrazia.

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