I due piloti del velivolo della Carpatair uscito di pista a Fiumicino mentre atterrava sabato scorso sono stati iscritti, come atto dovuto, nel libro degli indagati. Lo ha deciso il procuratore dirigente di Civitavecchia, Gianfranco Amendola, che ha inoltre affidato una consulenza tecnica al maggiore dell’Aeronautica militare Raffaele Brescia, ingegnere e sperimentatore di volo nella base militare di Pratica di Mare. I reati ipotizzati per i due piloti sono disastro e lesioni colpose.

Il magistrato, dopo un sopralluogo nell’aeroporto di Fiumicino sul luogo dove è avvenuto l’incidente per stabilire quali sono i danni riportati dall’Atr72, ha affidato a Brescia le scatole nere perché vengano decifrate al fine di ricostruire la dinamica del disastro. Si potrà così stabilire, tra l’altro, se effettivamente le raffiche di vento presenti al momento dell’atterraggio a Fiumicino possano aver compromesso la stabilità dell’aereo mentre si accingeva a toccare terra. L’indagine della Procura di Civitavecchia prevede anche di accertare che i rapporti tra Alitalia e la compagnia romena proprietaria del velivolo siano stati stipulati nel rispetto della normativa.

Intanto il vice direttore generale dell’Enac Bruno Marasà, in una video intervista pubblicata sul canale multimediale ‘Enac Channel’ su YouTube fa sapere che le ispezioni effettuate dall’Enac su Carpatair nel 2012 e inizio 2013 “non hanno rilevato anomalie importanti sui velivoli ispezionati. Nel 2012 Carpatair ha ricevuto da parte dell’Enac 9 ispezioni di rampa del programma Safa e all’inizio del 2013 due ispezioni in particolare sugli aeromobili Atr72”.

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