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Crisi, spread intorno ai 300 punti. Milano e le borse europee proseguono positive

Il differenziale tra Bpt e Bund anche il 3 dicembre ai minini da marzo. Chiusura negativa di Tokyo e Wall Street, influenzate dal calo inatteso dell'indice Ism sul manifatturiero Usa e dallo stallo delle trattative sul 'fiscal cliff', che controbilancia l'impatto positivo dell'avvio del 'buyback' del debito greco
Crisi, spread intorno ai 300 punti. Milano e le borse europee proseguono positive
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Si attesta intorno ai 300 punti base lo spread tra il Btp e il Bund tedesco. Per tutta la mattina il differenziale di rendimento si è mantenuto poco al di sotto dei 300 punti col tasso sul decennale italiano al 4,40%. Il 3 dicembre ha toccato il minimo da marzo scorso spingendosi fino a 292 punti, poco sopra la quota di 287 auspicata dal premier Monti, ovvero la metà del livello da quando è entrato in carica nel novembre 2011. Secondo il ministro dell’Economia Vittorio Grilli il calo degli spread in Italia “è dovuto a una combinazione di fattori, l’Ue e l’Italia stanno assolvendo ai propri impegni e quindi c’è un giudizio positivo dei mercati che hanno riacquistato fiducia nell’euro e nell’Italia”.

In mattinata invece Piazza Affari e le altre borse europee accelerano il passo nel primo scorcio di seduta. La piazza milanese accelera assieme ai titoli del comparto bancario, cauti al via delle contrattazioni. Il Ftse Mib viaggia in buon rialzo (+1,1%). Acquisti sulle banche con in evidenza Mps (+7,16%) grazie a ricoperture dopo una serie di cali. Bene anche Ubi (+3,93%), Mediobanca (+2,85%), Bpm (+2,86%). Generali sale del 2% con due report positivi di Merrill Lynch e Jp Morgan nel giorno dell’incontro tra manager e consiglieri. FTonica Fiat, in rialzo dell’1,19%, mentre fra gli energetici Eni ed Enel segnano progressi oltre il mezzo punto percentuale. Fra i titoli in negativo si segnalano Tenaris (-1,04%), Atlantia (-0,31%), Stm (-0,17%) e Pirelli (-0,16%). 

Chiusura negativa di Tokyo e Wall Street, influenzate dal calo inatteso dell’indice Ism sul manifatturiero Usa e dallo stallo delle trattative sul ‘fiscal cliff’, che controbilancia l’impatto positivo dell’avvio del ‘buyback’ del debito greco.

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