La “rottamazione” è il tema del momento. Va riconosciuto a Renzi di aver portato al centro del dibattito il tema del rinnovamento in un paese ingessato come il nostro. Ma io vorrei chiedere: che cosa esattamente dobbiamo rottamare? Deve riguardare persone specifiche? E solo in politica? A mio avviso il discorso andrebbe esteso anche su altri ambiti altrettanto essenziali per il paese. Per esempio l’ambito imprenditoriale: cosa stanno facendo le nuove leve di imprenditori di fronte alle attuali sfide? Sono in grado di denunciare le carenze dei predecessori? I rampolli delle famiglie industriali sapranno svecchiare i rispettivi ambiti e “rottamare” abitudini del passato come ad esempio dichiararsi liberisti salvo poi andare a bussare alle porte dello Stato appena necessario, o il parlare di Made in Italy e poi far produrre i capi ovunque nel mondo? Sapranno rottamare l’intreccio tra sistema bancario, politica e imprenditoria che ha provocato crack come Parmalat o San Raffaele? Io spero che queste figure ci siano, ma non emerge nessun nome, nessun simbolo, nessuno anima il dibattito. La vitalità di un paese in un contesto globale si misura sulla propensione innovativa del suo tessuto economico, non certo sulla ricandidatura di D’Alema e Rosy Bindi.

Ma il discorso è a mio avviso ancora più ampio e radicale. Perché in questo cambio d’epoca, bisogna tutti impegnarsi per rottamare una mentalità dentro di noi, un modello culturale che ha inquinato i rapporti al punto che oggi per qualsiasi scelta c’è bisogno del parere di dieci avvocati. Bisogna rottamare l’avidità, l’idea che il denaro sia un fine, per ottenere il quale si è disposti a qualsiasi nefandezza, mentre si tratta di un mezzo potente per creare sviluppo, se usato con intelligenza e con strumenti corretti. Rottamare il degrado proposto da certi media e tv, i modelli di spreco, di opulenza fasulla, i falsi miti del lusso, con tutta la serie di personaggi annessi, che nascondono il più delle volte ignoranza e miseria umana. Sostituirla con storie di veri talenti, e soprattutto raccontare vita autentica, i tanti sacrifici e fatiche di tutti noi finché si capisca che sono proprio queste che nobilitano l’uomo e gli danno dignità. Rottamare anche certa pubblicità che punta a raggirare il consumatore come fosse un perfetto idiota mentre oggi un consumatore consapevole è un toccasana per l’economia, e grazie a Internet lo sarà sempre di più.

Infine la cosa più importante, bisogna rottamare l’idea che ci sia sempre qualcuno a cui delegare il proprio destino, il politico, il sacerdote, il superenalotto o altro, da sostituire con un modello in cui ciascuno si senta responsabile in prima persona. Anche il Vaticano, come scrisse ironicamente Montanelli anni fa rivolgendosi al Pontefice, dovrebbe “aiutare questo Paese a diventare un po’ più laico”. Occorre ripartire dai giovani in età scolare e occuparsi seriamente della scuola, della formazione, favorire la loro apertura mentale, cioè è il momento di fare enormi investimenti sui cittadini di domani. Questa è la sfida dei Renzi d’Italia, ed è un obbiettivo assai più alto e difficile del guadagnare una poltrona.     

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