In Palazzo Yacoubian, il romanzo che ha reso famoso lo scrittore egiziano Ala Al-Awani, è descritta la conversione del giovane Taha da studente modello, desideroso di iscriversi alla scuola di polizia, a seguace dello sheikh Shaker, pronto a immolarsi per la difesa dell’Islam.

Rileggerlo spiega – forse meglio di tante analisi sociologiche e politiche – perché sia bastata la visione su YouTube di 14 minuti di trailer del film, pare inesistente, The innocence of Muslims per innescare la miccia del fanatismo integralista musulmano e far rivivere lo spettro di Al Qaeda. Come era già successo con le vignette satiriche del quotidiano danese Jyllands Posten o il cortometraggio anti islamico del leader olandese di destra Geert Wilders, le reazioni di estrema violenza di fronte all’aggressione mediatica del profeta colgono ogni volta di sorpresa il mondo occidentale.

Secondo i dettami del credo islamico a nessuno è permesso infangare l’immagine di Maometto, lo ha ribadito il presidente egiziano Mohamed Morsi, in visita a Bruxelles e a Roma.

Nel realistico e appassionante affresco che Al-Awani fa della società egiziana in Palazzo Yacoubian è raccontato come la frequentazione dello sheikh e dei suoi fedeli porti Taha a cambiare opinione rispetto a tantissime cose: “prima amava certi inquilini perché erano buoni e generosi con lui, adesso invece li detesta perché non pregano o bevono alcolici. Si è affezionato così tanto ai suoi compagni della Gama’a islamica che darebbe la vita per loro. Tutti i vecchi valori terreni sono crollati come una costruzione decrepita. Adesso valuta la gente e le cose sulla base degli autentici valori islamici. ….Non ha più paura di morire, non teme più gli esseri viventi, qualsiasi potere o autorità abbiano. Le uniche cose che teme sono la disobbedienza nei confronti di Dio e la sua collera.”

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