Dopo l’euforia e le celebrazioni per le Olimpiadi, ora a Londra ci si prepara per le Paralimpiadi che si svolgeranno nella capitale britannica dal 29 agosto al 9 settembre. Intanto, gli organizzatori fanno sapere che, finora, è stato venduto un numero record di biglietti, 2 milioni e 100mila, ben più di Pechino 2008 e oltre ogni più rosea aspettativa. Hugh Robertson, ministro dello Sport, annuncia: “Saranno le più belle e più importanti Paralimpiadi della storia. Venite e partecipate tutti, Londra se lo merita, così come se lo meritano gli atleti che arrivano da tutto il mondo”. Gli atleti, appunto: saranno 4.200, contro 3.900 che presero parte all’edizione di quattro anni fa. Sedici nazioni parteciperanno per la prima volta ai giochi, dalla Corea del Nord alla tormentatissima Repubblica Democratica del Congo.

Ma con le Paralimpiadi, Londra cerca anche di rifarsi una faccia, dopo le Olimpiadi appena concluse che non sono state prive di scandali. Dall’eccessiva militarizzazione della città al predominio degli sponsor, dalla speculazione edilizia alle mille altre polemiche che hanno interessato la capitale, l’edizione che partirà il 29 sarà invece, secondo lo stesso ministro Robertson, “un evento molto più friendly, per famiglie e bambini. Londra sarà presa da una bella atmosfera, sarà un momento molto rilassante ma anche eccitante allo stesso tempo”.

L’Italia partecipa con 98 azzurri, che saranno impegnati in dodici delle venti discipline presenti. Da Alex Zanardi, che si è dato all’handbike, alla cantante sanremese Annalisa Minetti, ora impegnata nell’atletica, gli atleti del Belpaese saranno guidati dal portabandiera, l’arciere Oscar de Pellegrin, e da Luca Pancalli, presidente del Comitato paralimpico italiano. Le specialità in cui saranno coinvolti sono pallacanestro in carrozzina, nuoto, ciclismo, tiro a segno, canottaggio, tiro con l’arco, vela, atletica leggera, scherma in carrozzina, equitazione, tennis in carrozzina e tennistavolo. Obiettivo, però, arrivare a Rio 2016 con una presenza anche negli sport “orfani” e “minori”, come pallavolo sitting, sollevamento pesi, calcio a 5, calcio a 7, goalball, boccia e judo. Grandi speranze, per l’edizione di Londra 2012, arrivano dal ciclismo, dal nuoto e dalla scherma.

Le Paralimpiadi nascono dai giochi di Stoke Mandeville, organizzati nel 1948 nell’omonima cittadina inglese, in un ospedale per veterani di guerra con lesioni alla spina dorsale. Sedici ex militari presero parte a quella edizione, che oggi viene celebrata anche con un museo tutto dedicato. Ma le prime vere Paralimpiadi – anche se venivano chiamate “Giochi per Paraplegici” – si tennero all’edizione di Roma 1960 ed è soltanto dal 1984 che questi giochi hanno assunto l’attuale denominazione. Ora, appunto, l’edizione sulla quale si spera di più. I biglietti per il nuoto e per l’atletica sono già andati del tutto esauriti, sold out. E, a record già superato, a Londra puntano a rendere queste Paralimpiadi “memorabili per l’eternità”, come ha detto il management di Londra 2016.

Intanto, nessun panico per trasporti, comunicazioni, logistica e per l’organizzazione. Londra si rilassa. “Ma non vogliamo nemmeno subire la depressione per la fine delle Olimpiadi. Insomma, queste Paralimpiadi avranno anche un effetto psicologico. Terranno alta la nostra attenzione e la nostra euforia”, ha scritto il popolarissimo quotidiano London Evening Standard in un editoriale celebratorio. Che Londra 2012 parte seconda abbia inizio. E non ci sarà solo Oscar Pistorius da tifare.

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