Carlo Molfetta ha conquistato la medaglia d’oro nella finale olimpica dei +80 Kg, la prima nella storia a cinque cerchi del taekwondo azzurro. Il 28enne mesagnese si è imposto per superiorità, dopo il verdetto dei giudici, su Anthony Obame, argento e primo gabonese a salire su un podio olimpico. Il match si era chiuso sul 9-9 dopo i tre round e non si era risolto nemmeno al golden point. 

“Per un punto si può vincere o perdere, oggi si vince. E’ la mia giornata sì”. Carlo Molfetta esulta così dopo la vittoria. “E’ una medaglia che dedico prima di tutto a me stesso, poi a Leonardo Basile che è il vero peso massimo della nazionale e che non è qui per scelte tecniche. E un po’ anche alla mia ragazza Serena: da quando c’è lei sono più tranquillo”, ha detto Molfetta ai microfoni di Sky. Per il taekwondo azzurro è la seconda medaglia in questa edizione dei Giochi dopo il bronzo di Mauro Sarmiento, già argento a Pechino quattro anni fa. “Possiamo fare ancora meglio, basta crederci” dice il neo-campione olimpico. “Bisogna soprarttutto aumentare coi numeri, siamo pochi in Italia ma ci facciamo valere quindi è un’ottima scuola. Viva i carabinieri”, conclude Molfetta rendendo omaggio al suo gruppo sportivo.  

Sfuma invece il sogno dell’oro per Clemente Russo nella boxe pesi massimi, categoria 91 kg, L’azzurro è stato sconfitto per 14-11 dall’ucraino Oleksandr Usyk, campione del mondo in carica, che conquista così il gradino più alto del podio. Russo bissa invece l’argento conquistato a Pechino quattro anni fa. In attesa delle gare dell’ultima giornata, le medaglie azzurre salgono a quota 23: 8 ori, 7 argenti e 8 bronzi.

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