Non c’è solo la spending review di Monti. Mentre il governo si prepara a tagliare le aziende a partecipazione pubblica, l’Università di Bologna infatti sta pensando a una riorganizzazione generale dei diversi organismi che ruotano attorno all’ateneo: fondazioni, società e consorzi. Una revisione complessiva, finalizzata a far quadrare i bilanci e a razionalizzare risorse.

L’intenzione è quella di varare il prima possibile un riassetto complessivo degli enti e delle società partecipate. In programma accorpamenti, dismissioni e la dislocazione di alcune attività, oggi affidate a soggetti esterni, all’interno dell’amministrazione universitaria.

Insomma, una cura dimagrante in piena regola, che dovrebbe coinvolgere diversi organismi. A partire dalla Irnerio srl. La società di immobili controllata dall’Università di Bologna sarebbe costretta a ridurre i componenti del consiglio d’amministrazione, e ad affidare alcuni incarichi ad alcuni uffici interni all’ateneo.

In discussione anche la natura e il ruolo di Alma Cube, creato per favorire l’imprenditoria accademica e il mondo delle start up, e il rapporto con Alma Laurea,  il consorzio interuniversitario nato nel 1994 con l’obiettivo di mettere in contatto i neolaureati con l’universo del lavoro. Previste poi la modifica dello statuto del consorzio interuniversitario Cineca, in modo da attribuirgli lo status di società in house del Ministero e delle università consorziate, e le liquidazioni del Consorzio per l’Europa centro orientale e balcanica e del Centro per le transizioni al lavoro e nel lavoro. 

Occhi puntati anche sulla Fondazione Alma Mater, la realtà nata nel 16 anni fa per promuovere l’integrazione tra università, istituzioni e imprenditoria privata e mettere a disposizione delle realtà socio economiche di tutto il mondo i saperi accademici. I lavoratori, 28 in tutto, sono molto preoccupati, e per questo hanno già chiesto informazioni sul loro futuro al rettore Ivano Dionigi. “Proviamo un grande senso di smarrimento – hanno scritto in una lettera indirizzata oltre che al rettore, al presidente della Fondazione, Francesco Vella, e ai componenti del consiglio d’amministrazione – dovuto alla mancanza di risposte dai diversi fronti, sia esterni, sia interni. E abbiamo l’impressione – proseguono – che siano già in atto decisioni di cui non abbiamo ricevuto comunicazioni”.

 

Sostieni ilfattoquotidiano.it ABBIAMO BISOGNO
DEL TUO AIUTO.

Per noi gli unici padroni sono i lettori.
Ma chi ci segue deve contribuire, se vuole continuare ad avere un'informazione di qualità. Diventa anche tu Sostenitore. CLICCA QUI
Grazie Peter Gomez

Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Bosone di Higgs, anche l’Alma Mater festeggia la scoperta della particella di dio

next
Articolo Successivo

Spending review, a Bologna tremano 26 mila fuoricorso

next