Bossi, col camiciotto verde e quella smorfia che lo blocca in un ghigno di sinistra ebetudine. Maroni, con gli occhialini colorati a riscattare un volto altrimenti troppo dimenticabile. Maroni che brandisce una scopa, triste scettro di saggina per montare su un trono pericolante. Bossi che borbotta e grida, rubando il palco a Maroni. Maroni che sorride torvo e continua a recitare la litania per la cerimonia dell’incoronazione. L’unanimità bulgara dei delegati ad approvare Maroni, le lacrime di Bossi, indegne per uno del nord (“non dare spettacolo”, mi diceva la mia padanissima madre, se mi veniva da piangere in pubblico. Anche a 6 anni). E poi le minacce, le parolacce, le scissioni, gli striscioni scatologici (Italia di merda), i fazzoletti verdi, i soli delle alpi, gli aventini, le ampolle del Po… la sensazione è quella di assistere a un funerale, al battesimo di gente morta.

Dopo che Berlusconi è stato finalmente disarcionato, dopo che la santa alleanza di populisti di destra, estremisti di centro e razzisti di tradizione barbarica, si è sfasciata sotto il peso della catastrofe economica, la cara vecchia Lega Ladrona non conta più niente, raccoglie il 4,5% di consensi, ha stancato perfino la sua tribù. Non sarebbe ora di cominciare a dimenticarla?

Il Fatto Quotidiano, 3 luglio 2012

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Articolo Precedente

Quel ricevimento della casta ai Girolamini di Napoli

next
Articolo Successivo

Spending review, tagli nel pubblico. Sindacati in rivolta: “Pronti allo sciopero”

next