“Più trascorrono gli anni e più cresce il disagio. Il peso del rimosso, della parte della storia relegata nel fuori scena, è tale da stravolgere completamente la realtà, quella realtà che abbiamo vissuto e sofferto con Giovanni e Paolo e che racconta, diversamente da quanto si ripete nelle cerimonie ufficiali, che il male di mafia non è solo fuori di noi, è anche ‘tra noi'”, ha scritto Roberto Scarpinato,  magistrato e procuratore penerale presso la Corte di appello di Caltanissetta.

A vent’anni da Capaci, quanti sono ancora gli interrogativi senza risposta? Quali misteri avvolgono la latitanza, e poi la cattura, del boss Bernardo Provenzano? Lo Stato è riuscito, come chiedeva Paolo Borsellino, “a darsi un’immagine credibile”? Saranno questi i temi di “Vedo, sento, parlo”, la nuova puntata di Servizio pubblico, in onda questa sera dalle 21. Ospiti di Michele Santoro il procuratore aggiunto della Procura antimafia di Palermo Antonio Ingroia, il neosindaco di Palermo Leoluca Orlando, Roberto Scarpinato, Giovanna Maggiani Chelli dell’associazione tra i familiari delle vittime della strage di via dei Georgofili, il direttore di Calabria Ora Piero Sansonetti. Tra i servizi, una ricostruzione a fumetti degli ultimi anni di latitanza, fino alla cattura, di Bernardo Provenzano.

Nel video sotto, che verrà trasmesso questa sera, l’intervista esclusiva di Sandro Ruotolo al messaggero del boss. Provenzano, arrestato l’11 aprile 2006 a Montagna dei cavalli, vicino a Corleone, avrebbe concordato la sua resa tramite un collaboratore dei servizi segreti che si presentò alla Procura nazionale antimafia come un messaggero del boss. Segreto assoluto, un carcere nel Nord Italia e trenta giorni di tempo per fare dichiarazioni: queste le condizioni che aveva dettato.

Come ogni giovedì la trasmissione sarà visibile dalle 21 su una multipiattaforma web-tv che include Cielo (canale 26 del digitale terrestre), rete di televisioni territoriali, Sky Tg24 (canali 504 e tasto active dei canali 500 e 100), su serviziopubblico.it, e Corriere.it oltre che sul nostro sito, in streaming su YouTube e sulla pagina Facebook del programma. Sarà anche possibile ascoltare la puntata sulle frequenze di Radio Radicale.

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