Quando alle ore diciassettetrenta del 22 luglio 2001 morì a Milano Indro Montanelli, successe un fatto di commovente incredulità: la sua fedele Olivetti Lettera 22 decise di suicidarsi.

Era uno dei primi modelli, color verde penicillina e perfettamente funzionante. Fece il gran gesto, con estremo pudore, all’interno della sua custodia nella quale aveva girato e raccontato il mondo assieme al più grande giornalista italiano.

Il modo che Lettera 22 scelse per non sopravvivere ad Indro e quindi per non essere utilizzata da altre dita, fu geniale: i tasti di battitura decisero di scambiarsi posto fra di loro. La A andò al posto della Z, la Q al posto della P e altrettanto fecero i numeri.

Come è possibile ? Semplice. La Lettera 22 di Montanelli non è mai appartenuta alla civiltà dei consumi, va oltre. Ha qualcosa che le altre macchine da scrivere e i computer non hanno: l’anima.

Quel mistero impalpabile che solo i grandi uomini sanno trasmettere alle cose che vivono assieme a loro.

Pier Paolo Cornieti

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