Mai era successo che poteri forti come Comune e Università, poteri che governano la città di Bologna, arrivassero ad uno scontro frontale. E’ successo in un attimo, senza preavviso, davanti ad 800 persone convenute all’Arena del Sole per ascoltare le relazioni introduttive del Forum sul Piano Strategico Metropolitano.

Il fuoco alle polveri lo dà Virginio Merola. Sembra l’ennesima gaffe, ma invece è un discorso preparato, voluto e ben ponderato. Intanto le premesse nel dipingere il futuro, soprattutto urbanistico, della città dove sembra non ci sarà più spazio per la concertazione (“A chi non ci seguirà dico di non aspettarci”), ma molto per la sussidiarietà nella gestione dei servizi socio-educativi (“Basta con le ideologie. Non esiste più la separazione tra pubblico e privato”), infine l’annuncio, inaspettato e sconvolgente: “Vogliamo portare a Bologna una nuova università internazionale che si affianchi all‘Alma Mater e che sorga su terreni demaniali a basso costo”.

Impossibile saperne di più. Ai giornalisti il sindaco si è limita a dire: “Vi ho già dato le notizie, adesso suspense. Per il resto no comment”. Poi è toccato al Rettore dell’Università di Bologna, Ivano Dionigi, che ha messo assieme un discorso anche lui tutto incentrato sull’internazionalità, ma ovviamente dell’Alma Mater. “Abbiamo messo in moto processi che apriranno l’Università di Bologna al mondo. Vedrete, arriveranno da noi studenti e professori da tutti i continenti, e saranno scelti in base al merito. Per il resto dico che non siamo una succursale di Standford e che a Bologna garantiamo alla città 600 milioni di euro l’anno, più del bilancio comunale”. A parte questo, e non è poco, nessun altro riferimento alle parole di Merola, neppure con i cronisti che il Rettore è stato costretto letteralmente a schivare mentre si avviava all’uscita. “Ho già detto tutto nel mio discorso, non chiedetemi altro”, ha detto Dionigi prima di allontanarsi a passo più che spedito. Lo staff del Rettore poi spiega come interpretare il messaggio. “L’Alma Mater è già internazionale di suo senza per questo essere una piccola università d’elite che chiede rette altissime”. Insomma, se non sono scintille, tra Dionigi e Merola è sicuramente sceso il gelo.

Per il resto la giornata ha visto una serie di interventi istituzionali, dalla Presidente della Provincia Beatrice Draghetti a Vasco Errani, governatore dell’Emilia-Romagna. Relazione introduttiva affidata invece a Romano Prodi, applauditissimo quando ha chiesto di fermare il consumo di territorio e di aprire la città al mondo “senza paure e assumendosi anche dei rischi”. “Se ci sono problemi a spostare la facoltà di Lettere di 600 metri non ce la facciamo mica”, ha detto tra gli applausi. Contestato da un paio di presenti invece quando ha giudicato positivamente il People Mover. Poi un portavoce del comitato che da mesi si oppone alla monorotaia che collegherà la stazione all’aereoporto ha tentato di prendere parola, ma è stato fermato da un filmato mandato subito sul maxischermo. Luci che si spengono e volume alzato al massimo. Dopo Prodi è toccato a quattro relatori, che hanno presentato la loro visione sul futuro della città. Tre professori (Vincenzo Balzani, Paola Di Nicola e Pierluigi Sacco), e una imprenditrice, Federica Guidi, che ha spiegato come rilanciare l’economia cittadina. “Il tema delle risorse che mancano c’è, ma per le infrastrutture si può procedere col project financing, per l’industria invece con scelte amministrative che privilegino i prodotti e le tecnologie locali”.

Fuori dal teatro un centinaio di persone hanno invece dato vita ad una contestazione rumorosa ma pacifica, contro un’iniziativa che giudicano “ipocrita e specchietto per le allodole. Un piano – spiega una manifestante – che finge di coinvolgere democraticamente la città quando invece è già stato deciso tutto”. A protestare gli insolventi dell’ex Cinema arcobaleno ma anche i No People mover, associazioni universitarie e il sindacato degli inquilini Asia-Usb. Paradossalmente sulla stessa posizione le opposizioni in Consiglio comunale di Bologna. “Di questa storia dell’Università privata non ne sapevamo nulla – spiega Marco Lisei del Pdl – La conferma che le decisioni saranno calate dall’alto e i consiglieri comunali valutati meno di portieri di condominio”.

Entro aprile partiranno i primi tavoli di lavoro del Piano strategico metropolitano. Associazioni e gruppi di cittadini faranno le loro proposte, che saranno poi se possibile condivise e da tutti e, se non fosse possibile, filtrate dalle Istituzioni e dal Comitato promotore. Entro il 2012 la fine dei lavori, con una serie di progetti che – parole di Beatrice Draghetti – “rivoluzioneranno il volto di Bologna per i prossimi 30 anni”.

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