Dopo tanto parlare di equità, il governo Monti si è comportato ben diversamente. Dopo la partenza a razzo con l’attacco alle pensioni, l’aumento di Iva e carburanti, l’annuncio di qualche timida liberalizzazione e qualche tentativo di patrimoniale, ha assunto il suo vero volto.
Attacco all’articolo
18, marcia indietro sulle liberalizzazioni, congelamento e non vendita delle frequenze, inadeguata difesa dei magistrati in Parlamento, conferma dell’acquisto degli F-35 e quant’altro.
Per non parlare delle ripetute lodi a Berlusconi e della conclamata continuità con il suo governo, tanto che il Cavaliere si monta la testa aspirando al Quirinale.
Persino Bersani se n’è accorto, mentre il Colle da giorni tace.

Dall’Italia con terrore

Cominciò tutto nel dì
nel qual Angie e Sarkozy
gli hanno dato il benservito.
Il caimano era bollito,

con il nonno ben deciso
nel lanciar l’ultimo avviso:
Caro Silvio, o te ne vai
o ti caccerai nei guai!

Silvio un po’ tergiversò,
ma alla fine se ne andò,
contestando il professore
dell’Italia salvatore.

Fu all’inizio complicato
rabbonir l’elettorato,
Bossi ormai un sol grugnito
ed i falchi del partito,

ogni giorno al suon del dramma
del durissimo programma
degli illustri bocconiani
per salvare gli italiani:

ecco la patrimoniale,
lo scudatocapitale
da tassare un po’ di più.
Ogni giorno alla tivù

spuntan tasse sui ricconi,
le liberalizzazioni,
sia per i professionisti
che per taxi e farmacisti

e frequenze a pagamento,
il più grande tradimento!
Berlusconi è furibondo:
gli distruggono il suo mondo!

Incomincia a protestare
e al governo a minacciare
di staccar presto la spina.
Monti allora che combina?

Scorda la patrimoniale,
ed il pensionato assale,
l’Iva aumenta e i carburanti,
surtassando tutti quanti

e non solo i Paperoni.
Con lo stile alla Sacconi
sull’articolo diciotto
incomincia a far casotto.

Poi liberalizza meno,
del caiman subendo il  freno,
cominciando dai taxisti
e dai ricchi farmacisti.

Le frequenze, con cautela,
non le vende, le congela.
Lascia fare ai deputati
quella guerra ai magistrati

scongiurata fini a ieri.
Compra i caccia bombardieri
con intenti francescani
e promette ai talebani

qualche bomba, quanto prima.
Alla Rai non cambia il clima
e la Lei fa quel che vuole
poiché è chiaro come il sole

che comanda Berlusconi.
Della pace le missioni
vengon tutte confermate,
neanche d’una idea tagliate.

Ma non sol! Monti che fa?
Parla di continuità
col governo precedente
e Bersani, finalmente,

incomincia ad intuire
che ritorna ad attecchire
un governo del caimano
con a capo il bocconiano

anziché il vecchio sfigato.
Va dal capo dello Stato
e gli piange sulla spalla:
Giorgio, m’hai detto una palla!

Per il bocconian codazzo
dalle man mi hai tolto il mazzo,
ma alle prossime elezioni
torna Silvio Berlusconi

con il suo pensiero folle
di salire all’alto Colle!

Il timore non gli fuga
nonno Giorgio che gli asciuga

qualche lacrima che scende.
Poi consulta le sue agende,
con meticolosità:
sfoglia qua, controlla là

e le chiude sconsolato:
Berlusconi mi ha fregato,
ma non so quando è successo!

Anche Giorgio piange, adesso.

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