Questo posto fisso è un tabù da sfatare.
Che monotonia il posto fisso.
L’articolo 18 non è un tabù.
Vogliono stare a casa con la mamma.
Chi non si è laureato prima dei 28 anni è uno sfigato.
Il referendum sull’acqua è stato un mezzo imbroglio.

Queste solo alcune delle “perle” uscite dalle bocche di ministri e vice del governo Monti.

Da qualche tempo hanno preso anche loro l’abitudine di dichiarare e poi di rettificare, o meglio di precisare, e magari di chiedere scusa; intanto hanno tirato le pietre e le hanno tirate sempre contro l’articolo 18, contro la contrattazione, contro il “posto fisso” degli altri.

Mai che scappi una esternazione contro il conflitto di interessi, per introdurre la patrimoniale, per tagliare le spese militari, a cominciare dall’acquisto degli F 35. Speriamo di sbagliare, ma questa “berlusconizzazione” del linguaggio non promette nulla di buono, la via della sobrietà sembra smarrita.

Non a caso Berlusconi, dopo una prolungata diffidenza, ha ora vestito i panni dell’entusiastico tifoso del governo Monti. Una mossa tattica o la certezza che nulla accadrà, per esempio, in materia di frequenze digitali, di antitrust, di autonomia della Rai dai governi e dai partiti?

Se così fosse la ” berlusconizzazione” non sarebbe più solo di tipo “verbale”…

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