Per ora sono ventisei, ma potrebbero aumentare: i deputati hanno infatti tempo fino a sabato per presentare ricorso contro i tagli ai vitalizi. Al momento soltanto tre sono di parlamentari in carica: due del Pdl, Roberto Rosso (già sottosegretario al lavoro del governo Berlusconi) e Giorgio Jannone, il terzo è Daniele Molgora della Lega. A loro si aggiunge Adriano Paroli (Pdl), che a gennaio ha lasciato la Camera, optando per l’incarico di sindaco di Brescia.

Gli altri 23 ricorrenti sono ex deputati che contestano alla Camera le nuove norme previdenziali che da gennaio hanno soppresso i vitalizi e introdotto il sistema contributivo. Con le vecchie regole avrebbero ricevuto il vitalizio al compimento dei 50 anni, adesso dovranno aspettare i 60 o i 65 anni, se eletti per un solo mandato. Molti sono stati in carica solo nel 1994, il primo governo del Cavaliere. Spiccano, infatti, politici del centrodestra: 15 leghisti, 7 tra ex di Forza Italia e di Alleanza Nazionale, tre dall’Ulivo, uno da Rifondazione Comunista.

Proprio i leghisti della prima ora, quelli eletti nel 1994 che conquistarono il consenso al Nord scagliandosi contro i ladroni di Roma, all’epoca socialisti e democristiani travolti da Mani Pulite, sono i più numerosi a lamentarsi del mancato privilegio. In 15 si sono opposti, nonostante abbiano fatto solo una legistratura, quella del 1994, durata fra l’altro meno di un anno: per esattezza 252 giorni, ovvero 8 mesi e 7 giorni. Loro sono, al momento, i più agguerriti a volersi vedere riconosciuto il privilegio della tanto criticata Casta romana.

I nomi sono stati resi noti stamani durante la riunione del Consiglio di giurisdizione di Montecitorio, l’organo composto da tre deputati competente per i ricorsi presentati contro la Camera dai parlamentari. Nel collegio, presieduto da Giuseppe Consolo (Fli), siedono Ignazio Abrignani (Pdl) e Tino Iannuzzi (Pd). I tre oggi hanno preso visione dei ricorsi e fissato l’udienza pubblica di trattazione delle cause a mercoledì 18 aprile, alle 13.30 (devono trascorrere 60 giorni). Ma c’è ancora tempo fino al 4 febbraio per presentare ricorso: altri potrebbero arrivarne.

Tra gli ex deputati spiccano, come detto, i leghisti, con più della metà dei ricorsi (15 su 26, incluso Molgora). I nomi di esponenti del Carroccio (quasi tutti in carica solo nella XII legislatura), sono quelli di Elisabetta Castellazzi (nata a Milano nel 1966), Franca Valenti (Milano, 1959), Roberta Pizzicara (Milano, 1955), Diana Battaggia (Venezia, 1966), Enrico Cavaliere (nato a Venezia nel 1958, deputato sia nella XII che nella XIII), Oreste Rossi (Alessandria, 1964, deputato nell’XI, XII e XIII legislatura), Alberto Bosisio (Lecco, 1953), Francesco Stroili (Venezia, 1954), Edouard Ballaman (Vallenried, 1962), Flavio Bonafini (Brescia, 1953), Fabio Padovan (Conegliano, 1955, deputato nell’XI legislatura), Salvatore Bellomi (Robecco D’Oglio, 1952), Roberto Asquini (Udine, 1964, XII e XII legislatura), Giulio Arrighini (Brescia, 1962, XI e XII legislatura).

Sono stati deputati con l’Ulivo, invece, i ricorrenti: Michele Cappella (XIII legislatura, nato in provincia di Catania nel 1953), Antonio Borrometi (XIII legislatura, nato a Modica nel 1953), Ugo Malagnino (XIII legislatura nato a Manduria nel 1952). Da Rifondazione comunista proviene Martino Dorigo (XI e XIII legislatura, nato a Venezia nel 1961). Erano in Forza Italia Emanuela Cabrini (XII legislatura nata a Piacenza nel 1961) e Paola Martinelli (XII legislatura, nata a Parma nel 1955). Da An vengono Domenico Basile (XII legislatura, nato a Vibo Valentia nel 1952) e Daniele Franz (XIII e XIV legislatura, nato a Udine nel 1963).