Giovandomenico Lepore lascia, dopo 7 anni, la carica di capo della procura di Napoli. Oggi ha celebrato l’addio con magistrati, forze dell’ordine, giornalisti e amici. L’occasione per ripercorre questo settennato. In particolare, da ultimo, gli attacchi subiti durante le indagini sui politici. “ C’è un’inchiesta – ha detto Lepore – che tra tutte mi ha dato grande soddisfazione, quella che ha coinvolto anche l’ex presidente del consiglio. Siamo stati fermi e non abbiamo mai calato le braghe”. Il magistrato è tornato anche sulla questione rifiuti e la polemica per la sua partecipazione all’inaugurazione dell’inceneritore di Acerra, nel marzo 2009, nonostante le indagini a carico di Impregilo. Inchieste, quelle sui rifiuti, che portarono allo scontro interno alla Procura tra Lepore e i sostituti Paolo Sirleo e Giuseppe Noviello in merito allo stralcio della posizione di Guido Bertolaso. Le immagini proiettate hanno ripercorso i suoi 7 anni alla guida della Procura scandendo i successi ottenuti nella guerra al crimine organizzato a partire dalla cattura dei boss della faida di Scampia fino alla decapitazione dei Casalesi, con l’ultimo arresto di
Michele Zagaria.  di Nello Trocchia

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