A Modena lo chiamano “il grande accusatore”. Perché ormai da mesi sta bacchettando i suoi (ex) colleghi della Lega Nord ed il Partito Democratico per le “spese enormi” che i due partiti sostengono nel corso della loro consiliatura comunale. Rimborsi spese, spese di rappresentanza, pubblicità.

Ecco le voci sotto l’indice di Stefano Barberini, già capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale, poi sfiduciato dai suoi rimproverato di essersi comprato iPad, computer e cene a spese del partito per un ammontare di 1.300 euro.

“A me servivano per fare il mio lavoro” replica il leghista, che non ci sta a passare per quello che svuota le casse del gruppo per i propri affari. “Io e Mauro Manfredini, il capogruppo della Lega che mi ha preceduto, abbiamo speso pochissimo per rappresentare la Lega- sostiene Barberini con fatture alla mano- io in sei mesi ho speso un totale di 1.300 mentre Manfredini (che doveva gestire un gruppo di 6 consiglieri comunali, ndr) ne ha spesi 5.000 in nove mesi”

Una prova, questa, “documentabile – prosegue l’ex leader del Carroccio in consiglio comunale- e che testimonia quanto parchi siamo stati con il denaro affidatoci”. Contrariamente a Nicola Rossi, anche lui leghista e nemico giurato di Barberini perché responsabile, a suo dire, della “congiura” che lo ha portato a rimettere l’incarico di capogruppo: secondo Barberini, infatti, Nicola Rossi al tempo del suo incarico di capogruppo (20 ottobre- 30 dicembre 2010) spese 16.000 euro del gruppo per pubblicità.

“In tre mesi spendere 16.000 euro in pubblicità quando non si è neanche in campagna elettorale – chiosa Barberini- è un po’ difficile”.

Ma questa non è solamente una faida tra leghisti, visto che l’ex capogruppo del Carroccio se l’è presa pure con il Pd: “Le spese del Pd ammontano a oltre 47.000 euro, un bel gruzzoletto considerato i tempi di crisi che corrono, tutti interamente spesi. Ciò che mi sorprende di più sono le spese in pubblicità e comunicazione. Insomma il Pd ci ha riempito le orecchie sui tagli del governo Berlusconi poi ha speso circa 16.000 euro in comunicazione tra spot e stampati. Inoltre- prosegue- vedo con stupore che il Pd investe parecchie migliaia di euro per pubblicità alla festa del Pd e ciò mi lascia un po’ perplesso”.

Insomma, continuano a volare stracci dentro e fuori le aule del consiglio comunale modenese nonostante il Comune di Modena sia stato uno dei primi in Italia a votare l’operazione trasparenza per rendere visibili on-line i redditi e le spese dei consiglieri e dei partiti che lo compongono.

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