Nel voto di fiducia, la sinistra ha tentato un “golpe burocratico”. Lo afferma il presidente del consiglio Silvio Berlusconi in collegamento con Studio Aperto, su Italia Uno. “Io sono stato un buon profeta e anche questo agguato è fallito, noi abbiamo vinto e loro hanno perso, ma hanno perso proprio male: si sono esposti a una brutta figura davanti agli italiani”.

Collegato al tg di sua proprietà, Berlusconi ha riproposto molte considerazioni già diffuse ieri dopo la conquista della maggioranza alla Camera: “Hanno sbagliato tutti i calcoli e hanno messo in atto trucchi del più bieco parlamentarsimo”. Cosa che la dice lunga “sul loro modo di intendere la politica. In modo grottesco hanno tentato di far cadere il governo con un cavillo, convinti che non fossimo in grado di ottenere la fiducia”. La sinistra, afferma ancora il presidente del consiglio, “non avendo idee politiche valide ha tentato di fare un golpe burocratico, ma gli italiani terranno conto di questo atteggiamento”.

Il premier risponde implicitamente al presidente della Camera Gianfranco Fini, che preconizza il voto a marzo del 2012, con Umberto Bossi pronto a “staccare la spina”. “Sono sereno, determinato, abbiamo una maggioranza solida”, assicura, “abbiamo i numeri per governare, e andremo avanti fino al termine naturale della legislatura nel 2013 per concludere il programma di cambiamento e ammodernare l’Italia con riforme importanti che sono già in Parlamento”.

Non manca l’attacco alla magistratura, mentre per il premier si profilano nuovi guai giudiziari sul caso escort: “Purtroppo ogni giorno c’è chi tenta di mettere in discussione, con offensive mediatiche e giudiziarie, il Governo che è stato scelto dagli italiani”. Quanto all’azione politica, il decreto sviluppo dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri la prossima settimana con misure che, auspica il premier, “stimolino la ripresa e i consumi”.

Ma certo la votazione di ieri non chiude il caso. ”Ora dobbiamo cominciare ad allargare, a costruire con grande impegno”. altrimenti “si muore”, spiega al Secolo XIX l’ex ministro Claudio Scajola, che dopo settimane di presunto “frondismo” ieri ha votato la fiducia.  “Si apre una fase molto impegnativa, anche perché prima delle prossime elezioni il tempo è breve”.

Non la pensa come Scajola il segretario del Pdl Angelino Alfano: ”Non mi pare esistano condizioni per un allargamento politico della maggioranza”, afferma in un intervento a Peschiera del Garda. “Il voto di fiducia di ieri irrobustisce il governo e dà prova dell’esistenza di una maggioranza forte”.

A proposito di possibili allargamenti, l’Udc non accetterà alcuna alleanza con il Pdl “se alle elezioni si arriva con Berlusconi premier”, chiarisce Pierferdinando Casini. “Come potrei correre alle elezioni insieme ad Alfano? Io direi che Berlusconi è stato un disastro, lui che è stato una meraviglia”. Casini auspica che “tutti facciano un passo indietro” per fare spazio a “una personalità sperimentata con credibilità internazionale per guidare il Paese con lacrime e sangue. O questo o elezioni, tertium non datur”. Il leader dell’Udc si spinge a proporre un patto tra le forze politiche affinché per “quattro-cinque anni si preoccupino di risolvere i problemi” piuttosto che del consenso. “La politica – è la spiegazione – è debole perché ha paura di perdere voti”.

Il Pd preferisce procedere per metafore. “Berlusconi appare un po’ troppo nervoso per uno che si sente sicuro di governare fino al 2013”, afferma Stefano Di Traglia, responsabile della Comunicazione. “Gli insulti all’opposizione dimostrano la fragilità politica del presidente del Consiglio e di una maggioranza ormai in piena confusione. Berlusconi, ieri, ha fatto come quel giocatore di scacchi che si è illuso pensando di mangiare una pedina all’avversario, ma in realtà si è messo nella situazione di subire presto scacco matto”.

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