Michele Iorio inaugura tutto. Salta da un capo all’altro del Molise per tagliare nastri, anche quello della scuola di Vinchiaturo, che non ha ancora il collaudo, ma va bene lo stesso. Basta dimenticare che siamo nella terra di San Giuliano di Puglia, il paese del terremoto che nove anni fa ridusse in macerie una scuola intera e uccise 27 bambini e la loro maestra. Istituti scolastici, reparti di chirurgia in ospedali sull’orlo della chiusura, a Pietrabbondante il primo lotto del museo archeologico, c’è solo la vetrata e poi il vuoto assoluto. Ma va bene così. E poi strade, viadotti, raccordi, bretelle di collegamento: la Fondovalle Rivolo è una incompiuta, gli inizi dei lavori risalgono al 1971, ma ora si è stappato lo champagne, finalmente. C’è solo un piccolo problema: non è ancora percorribile. E poteva mancare la madre di tutte le promesse? No. Ed ecco spuntare l’aeroporto, uno scalo in piena regola, con hostess e steward, aerei e sale di imbarco per una regione di 309 mila abitanti, la seconda più piccola d’Italia. Per il momento il tutto è solo virtuale, ma c’è già una delibera regionale approvata il 12 settembre.

Domenica e lunedì prossimo si vota in Molise e le promesse sono un diluvio. Qui governa da sempre indisturbato Michele Iorio, governatore dal 2001 e politico di eterno corso. Iniziò nella Dc, corrente di base, quella che guardava a sinistra, prima di approdare alla corte di Berlusconi. Deve vincere Iorio, perché quello del Molise è l’unico test elettorale vero di questi mesi di disfacimento del berlusconismo, se sbanca come cinque anni fa (60 a 40) può offrire a Berlusconi una boccata d’ossigeno. Trecentomila abitanti, poco più di 200 mila elettori, un Consiglio regionale tra i più costosi d’Italia (un consigliere guadagna sui 10 mila euro al mese, il governatore 144 mila 456 euro l’anno), sedi di rappresentanza a Roma e Bruxelles e la spesa pubblica diventata un pozzo senza fondo.

L’apparato regionale grava sulle tasche dei molisani per 163,6 euro l’anno. Nel frattempo il deficit sanitario negli ultimi dieci anni è arrivato alla cifra astronomica di 600 milioni, 85 quello calcolato per il 2010. Conseguenze per i cittadini, che si vedono chiudere ospedali a raffica e spendono 90 milioni di euro l’anno per curarsi fuori regione, tasse alle stelle: 1.975 euro per abitante di Irpef e Irap. Una tassazione che Bankitalia giudica “ben al di sopra dei livelli massimi vigenti”. Cala il Pil, -0,6, sale la disoccupazione totale, 12,4, svetta quella dai 15 ai ai 24 anni al 30%, e Moody’s declassa la regione di 2 punti, da A2 a Baa1. Un crollo che non ha affatto spaventato il governatore e i suoi uomini. “Moody’s non è l’Apocalisse”, ha tuonato l’assessore al Bilancio.

Tranquillissimo, Iorio campeggia col suo faccione, appena smagrito dal Photoshop, su manifesti giganteschi, spot televisivi e santini elettorali. “La forza dell’esperienza”, è il suo slogan. Sotto la scritta il simbolo del Pdl e nessun riferimento a Berlusconi. Che a differenza delle altre campagne elettorali, da queste parti non si è visto e non si vedrà. “Sta attraversando una fase difficilissima”, lo giustifica l’amico Iorio. La verità è che il governatore-re del Molise, per la prima volta deve sudarsi la vittoria. Il Cavaliere non è più un marchio che tira, meglio riempire le liste di medici, assessori uscenti, capi dipartimento della sanità, imprenditori amici. Se la parola d’ordine è vincere, non si può perdere tempo con i processi (Iorio ha una condanna della Corte dei conti per lo spreco dei fondi del terremoto, è coinvolto in inchieste sulla Turbogas, per le consulenze sanitarie, per lo Zuccherificio del Molise, e per lo scandalo di Termoli Jet, un catamarano che avrebbe dovuto collegare le coste molisane con la Croazia e arrugginisce nel porto). Per l’ultima udienza del processo “Bain & Company”, una storia di consulenze affidate alla multinazionale dove lavora il figlio, ha chiesto il legittimo impedimento per la campagna elettorale. I giudici, ovviamente, gli hanno risposto che non se ne parla.

E il centrosinistra? Annusa la possibile vittoria. Candidato governatore è Paolo di Laura Frattura, ex presidente della Camera di Commercio. Ha vinto le primarie e ha conquistato anche la fiducia di Sel e degli ex comunisti che hanno di colpo dimenticato il suo passato forzista a fianco di Iorio. “Non ho rapporti politici col centrodestra dal 2001 e già nel 2009 feci un’analisi profetica sullo scandalo della sanità in Molise”, dice oggi, bollando la lunga stagione di Iorio come “governo della vergogna”. “Dobbiamo vincere e Paolo può farci conquistare il voto moderato”, dice Massimo Romano, candidato alle primarie del Pd e competitor di Frattura assieme a Michele Pietraroia.

Anche Di Pietro, che inizialmente aveva qualche perplessità, sostiene l’ex presidente della Camera di Commercio. Unico neo: ha candidato il figlio Cristiano, una scelta che gli ha fatto perdere di colpo l’intera sezione Idv di Termoli. Lo slogan dell’aspirante consigliere regionale è “Svegliati Molise”, ed è proprio una gigantesca sveglia a campeggiare sui manifesti assieme al suo faccione. Sotto la scritta “Scrivi Di Pietro”. Basta il cognome. Di manifesti sono tappezzati i muri da Isernia a Campobasso. “Avanti popolo, abbattiamo la diga del clientelismo”, incita così gli elettori Giovanni Mucco (Idv), che sui santini specifica di essere il “Guerriero sannita”. “Amico automobilista, ti puoi fidare”, scrive un candidato Pdl. La campagna di Iorio&C. è piena di “fidati”, “affidabile”, “Insieme per continuare”. Come prima, come sempre. Tra sprechi e scandali.

da Il Fatto Quotidiano del 13 ottobre 2011

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